Comunismo e nazismo non sono la stessa cosa: basta con la propaganda

Ci sono fatti che sono veri segni del tempo. Fatti e atti. Atti parlamentari. Nello specifico, giovedì scorso, la risoluzione approvata dal Parlamento europeo “sull’importanza della memoria europea per il futuro dell’Europa” (2019/2819). Leggetela, è un capolavoro di propaganda, un esempio di scuola di cattiva storiografia e di strumentalizzazione in chiave politica della storia. Non so chi l’abbia scritto, ma purtroppo so chi l’ha votato, compresi buona parte dei deputati del Pse e del Pd.

Cosa dice questa risoluzione? Innanzitutto che il patto Molotov-Ribbentrop (23 agosto 1939) è la causa scatenante della II guerra mondiale e che dunque la responsabilità ultima del più devastante conflitto del Novecento è – in misura condivisa – di Hitler e dell’Unione Sovietica.

Si dimenticano, colpevolmente, molti tasselli che precedono e spiegano quel patto:  innanzitutto il patto di non aggressione siglato tra la Germania nazista e la Polonia nel gennaio 1934. In secondo luogo le reiterate richieste sovietiche rivolte a Gran Bretagna e Francia allo scopo di stringere un patto anti-tedesco, anche a difesa della Polonia, sin dal 1937. In terzo luogo il rifiuto opposto da parte del governo polacco, ancora a metà del mese di agosto 1939, a un aiuto militare sovietico, che era stato esplicitamente offerto dalla diplomazia sovietica e da Molotov in prima persona. Infine, lo scellerato patto di Monaco del settembre 1938 con cui Francia e Gran Bretagna legittimarono e avallarono l’invasione tedesca dei Sudeti, punto di approdo di una politica di appeasement (di acquiescenza e subalternità, tutta in chiave anti-comunista, affidando al fascismo europeo e a Hitler in particolare il compito di baluardo anti-sovietico nel cuore dell’Europa) che dalla rimilitarizzazione della Renania del 1936 all’annessione dell’Austria porta, appunto, all’invasione dei Sudeti.

Bene: alla fine dell’agosto del 1939, con i motori della guerra già accesi, e l’Unione Sovietica strategicamente nel mirino nazista (ricordiamoci che la lotta per lo spazio vitale e la guerra al giudeo-bolscevismo erano gli assi strategici del nazionalsocialismo e gli obiettivi militari dell’Asse, come l’operazione Barbarossa del 1941, l’invasione dell’Urss, dimostrò incontrovertibilmente), prendere il tempo necessario per riorganizzare l’apparato militare-industriale sovietico, in funzione dello scontro inevitabile, risultò decisivo.

Ma la risoluzione del Parlamento europeo non si ferma qui: dipinge l’Europa del secondo dopoguerra (anzi: l’Europa tra il 1945 e il 1989) con la retorica della guerra fredda, con il manicheismo del rapporto Kennan, con l’enfasi del discorso di Churchill del marzo 1946 sulla “cortina di ferro”. Da una parte l’Europa occidentale come patria della libertà e della democrazia. Dall’altra il mostro sovietico e l’Europa orientale come teatro della dittatura e del terrore.

Non capisco, la guerra fredda dovrebbe essere finita da un pezzo. E il tema di un Continente a sovranità limitata dovrebbe essere – a distanza di trent’anni dalla caduta del Muro di Berlino – affrontato con maggiore onestà intellettuale, consapevoli che quell’Europa era divisa in sfere d’influenza e che il processo di integrazione nacque – specularmente al sistema del Cominform e del patto di Varsavia – all’interno del piano Marshall e nel sistema militare del Patto Atlantico.

Inoltre – sulla base di queste premesse – la risoluzione propone l’equiparazione esplicita tra nazismo e comunismo, cioè tra il male assoluto del Novecento e una forza storica che, sul piano morale e militare, fu decisiva, al prezzo di venti milioni di morti, per sconfiggerlo. Una forza storica che compì errori tragici, errori e orrori come spesso si è detto, ma che in alcun modo può essere equiparata al nazismo. E una forza morale e ideale, in nome della quale in Italia e in tutta Europa generazioni di donne e uomini hanno pensato e lottato per migliorare le condizioni di vita di milioni di lavoratori e cittadini.

Infine, coerentemente, il Parlamento europeo invita “gli Stati a formulare una valutazione chiara sui crimini dei regimi comunisti”, chiedendo cioè ai governi di occuparsi di storia (secondo le linee guida contenute nella risoluzione); ed esalta la legislazione di alcuni Paesi preda di regimi post-democratici e autoritari, come Ungheria, Polonia, Ucraina, nei quali il comunismo è reato.

Si capisce qual è il senso di tante sgrammaticature e il testo della risoluzione, in alcuni punti, lo dice esplicitamente: attaccare la Russia, già oggetto di sanzioni.

Anche sul terreno tattico, questo isolamento, questa nuova guerra fredda è un errore. A maggior ragione se viene combattuta con le armi (spuntate) della propaganda ideologica.

15 risposte a “Comunismo e nazismo non sono la stessa cosa: basta con la propaganda”

  1. LENIN HA CREATO UN REGIME ANTIDEMOCRATICO PARAGONABILE A QUELLO NAZISTA , INFATTI KAUSTKI e stato definito. Rinnegato. Per difendeva la socialdemocrazia
    Ilario

  2. Non mi sento di potermi definire comunista, ma mi colpisce la scarsità di argomentazioni portate contro l’equiparazione comunismo-nazismo, che sta secondo me a dimostrare che il mondo è diventato a una dimensione, con il capitalismo saldamente al potere in modo indiscusso.
    E in particolare mi fa orrore la presa di posizione di Giuliano Pisapia, ex Rifondazione Comunista, a cui avevo creduto ai tempi di Campo Progressista.

  3. Analisistorica e politica decisamente condivisibile, peccato che qualcuno pensi che vi possa essere da parte di alcune figure del PD una presa di posizione davanti all’infame risoluzione dell’UE del 19 settembre. Sospetti per la votazione dei parlamentari europei del PD, con l’ex sindaco di Milano in testa, i quali con tale atto rinnegano gli uomini e la Storia del loro partito di provenienza. Se vi era ancora chi pensava che il PD avesse “l’anima “di sinistra dovrà obbligatoriamente ricredersi ed evitare in futuro di definirsi di sinistra.

  4. Non è che le chiacchiere di quattro servi del capitale o i loro inutili scritti possano far cambiare le mie idee dopo una vita di lotta….

    1. Non è che le chiacchiere di quattro servi del capitale o i loro inutili scritti possano far cambiare le mie idee dopo una vita di lotta….

  5. Ho conosciuto il comunismo in gioventù, nel 1972, come l’ideale che mi ha permesso di superare le divisioni a partire dal mondo scolastico e universitario, fra ricchi a cui tutto era permesso, e sarebbero stati giustificati dalla società, e coloro che basavano la loro vita sul lavoro e sul risparmio. Ho imparato i valori della liberazione dei lavoratori, delle donne, degli immigrati, e la riconsiderazione di tutti coloro che erano colpiti da disabilità, infermità di ogni tipo, come ricchezza. Debbo al comunismo tutto ciò, e mi è suffciente a distinguerlo nettamente dal fascismo che nell’ignoranza ci voleva lasciare. Sono figlio di un impiegato.

  6. IL Comunismo è un ideale che percorre in modo vario un paio di millenni ed equipararlo al nazismo non è solo un grossolano falso storico ma anche un’assurdità logica perchè alloro anche il cristianesimo dovrebbe rientrare nelle tre categorie, dato che ha prodotto la persecuzione delle donne, il tribunale dell’Inquisizione, le Crociate, il razzismo (quando ha dichiarato che gli indigeni americani non erano uomini ma animali e benedetto massacri e deportazioni).
    Nel 1998 ci fu a lungo al centro del dibattito Il libro nero del Comunismo, i cui contenuti erano già noti, soprattutto a chi era davvero comunista, peccato che lo stesso rilievo non l’abbia avuto Il libro nero degli Stati Uniti, pubblicato nel 2003, giusto per restare nel campo della guerra fredda che ormai è ampiamente superata perfino dal clima, che ci pone di fronte all’emergenza del riscaldamento globale.
    Grazie per le riflessioni. Trovo interessante questo blog ma per favore mettete colori più chiari come sfondo e i testi in nero. Faccio una gran fatica a leggere 🙂

  7. Gianfranco Berneri La storia lasciamola agli storici affinché la facciano conoscere; piegarla (piagarla) alle necessità politiche del momento (vedi anche Storia del Partito Comunista/bolscevico/ dell’URSS. Breve corso, Mosca, 1948) è farne un pessimo uso, come attesta la furia revisionistica degli anni Novanta in Italia. Comunque, bravo Simone.

  8. Gianfranco Berneri La storia lasciamola agli storici affinché la facciano conoscere; [email protected]@garla (piagarla) alle necessità politiche del momento (vedi anche Storia del Partito Comunista/bolscevico/ dell’URSS. Breve corso, Mosca, 1948) è farne un pessimo uso, come attesta la furia revisionistica degli anni Novanta in Italia. Comunque, bravo Simone. A presto.

    1. Trovo un grandissimo errore cio’che, e’ avvenuto al Parlamento Europeo. Non si puo’ accostare Nazismo e Comunismo. La seconda guerra mondiale, l’hanno voluta, Hitler e Mussolini, mi risulta che la Russia ha subito grandi perdite di vite umane per aiutare l’Europa. Per quanto riguarda il comunismo italiano, sarebbe corretto citare: Matteotti, (non comunista ma grande democratico). I fratelli Rosselli, i fratelli Cervi. Molti partigiani , di cui la maggioranza comunisti, Pertini, Longo, Terracini, Pajetta. Non credo che , questi personaggi si possano accumulare ai nazifascisti. Mi auguro che, si faccia chiarezza una volta per tutte. Un popolo che rinnega la sua storia, e’ un popolo morto. Se questo e’ quello che pensa l’Europa, io non mi sento per niente parte di essa.

  9. Bravo Oggionni! Ma quand’è che ti prendi lo spazio che meriti. Io un PD con te segretario lo voterei! Un saluto da un vecchio compagno

  10. La ricostruzione storica approvata dal Parlamento Europeo ignora una distinzione fondamentale. I due modi di produzione, quello capitalista e quello socialista sono un aspetto; i regimi politici che vengono da loro prodotti sono le sovrastrutture della politica. Il MODO DI PRODUZIONE CAPITALISTA, LA SUA CULTURA POLITICA E LA SUA IDEOLOGIA ha prodotto le trasformazioni istituzionali in Inghilterra; i cambiamenti del periodo post rivoluzionario in Francia, da Napoleone in poi. Ha generato il fenomeno del colonialismo e del neo colonialismo. Ha generato i mostri del fascismo e del nazismo; ha prodotto le socialdemocrazie del Nord Europa, le dittature militari dell’America Latina. Attualmente domina con l’imperialismo economico di USA ed Europa !!! IL MODO DI PRODUZIONE SOCIALISTA, LA SUA CULTURA E LA SUA IDEOLOGIA ha dato vita e spinta alla costruzione dello stato sociale e alle conquiste del lavoro e il suo contributo nelle socialdemocrazie del nord Europa ; ha contribuito fortemente alla lotta contro le dittature che il capitalismo di volta in volta produceva; ha prodotto la rivoluzione russa, cinese, vietnamita e cubana pur con i loro limiti e contraddizioni. Il caso cinese e le sue trasformazioni contraddittorie ne sono un’espressione. Attualmente il capitalismo globalizzato si sta ponendo come una seria minaccia per l’intero ecosistema del pianeta. Lo sfruttamento globalizzato e avere trasformato paesi asiatici in sterminate discariche la dice lunga sulla ipocrisia dei DIRITTI UMANI ! La borghesia ha impegnato circa 700 anni per la sua egemonia, al mondo del lavoro e al socialismo serviranno moto meno !!

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