Possiamo dirlo: ce l’abbiamo fatta. A ciascuno dei nostri militanti un abbraccio e un ringraziamento per il lavoro di questi mesi. Il NO ha prevalso con un vantaggio clamoroso, con una partecipazione al voto finalmente alta e importante.

Ma ora la responsabilità è anche nostra. Perché la spaccatura nel Paese va ricucita in fretta. Sulla Costituzione non ci possono essere vincitori e vinti, amici e nemici.

Ma soprattutto non staremo fermi a guardare Salvini, Meloni e Grillo che festeggiano. Non consegneremo il Paese ai populisti e alle destre, non daremo a Renzi la soddisfazione della profezia che si autoavvera. Riapriremo fino in fondo la partita, lavoreremo per costruire – da subito – le condizioni per una sinistra autonoma e forte dentro un campo progressista e democratico in grado di governare il Paese. Non l’ennesimo cartellino elettorale della sinistra radicale, ma una proposta nuova, popolare, in grado di segnare una vera discontinuità rispetto alle politiche di questi anni.

Matteo Renzi è il passato, si è appena dimesso. Renzi e il renzismo devono essere il passato. Noi guardiamo al futuro.