—? Daniela Preziosi, 

Intervista. Il deputato dem oggi a Bologna lancia il ‘Patto repubblicano’. «In Europa milioni di persone votano movimenti radicali, Renzi non faccia l’errore che fece Bersani con Grillo»

Civati e la sua associazione E’ possibile alla manifestazione Cgil a Milano

«Ho fatto tutto il cor­teo da porta Vene­zia a piazza Duomo. Era un cor­teo a forma di punto inter­ro­ga­tivo. Le domande di tutti erano: chi ci rap­pre­senta? che fa il Pd? quando fac­ciamo la sini­stra?». Pippo Civati è rien­trato ora dalla mani­fe­sta­zione della Cgil a Milano.

Lei cosa ha rispo­sto? Quando la fate que­sta sinistra?

Io con­di­ziono que­sta scelta all’idea di gover­nare. La lista ‘Tsi­vati’, Tsi­pras più Civati, non mi inte­ressa. Noi a Bolo­gna pre­sen­tiamo un pro­getto, il Patto repub­bli­cano (sta­mat­tina alla Scu­de­ria di piazza Verdi ndr), con tutti i sog­getti che abbiamo coin­volto e che coin­vol­ge­remo. Le que­stioni sono ormai chiare: rap­pre­sen­tanza demo­cra­tica, diritti dei lavo­ra­tori ma anche disoc­cu­pati eso­dati cas­sin­te­grati, che non sono rap­pre­sen­tati da nes­suno. Io mi metto a dispo­si­zione del cen­tro­si­ni­stra che non c’è più. Se il Pd dovesse rifiu­tare que­sta pro­po­sta, vuol dire che la rispo­sta per me la darà Renzi.

Ma nel Pd sono in pochi a pen­sarla come lei.

La sini­stra non è un pro­blema interno al Pd, le mille cor­renti del Pd sono un genere let­te­ra­rio stuc­che­vole, lo dico in senso auto­cri­tico. Dove va Civati o Fas­sina non importa. Ma è un dato che in Europa in molti paesi ci sono per­sone che si affi­dano a movi­menti radi­cali. E in Ita­lia è vie­tato anche solo par­larne. Per­ché? Per­ché Rifon­da­zione si è divisa? Ma il mondo è cam­biato, il paese è sem­pre più dise­guale, e noi a un eso­dato cosa stiamo rispon­dendo? Se neghiamo l’esistenza di una sini­stra, nel Pd e fuori, il rischio è che gli elet­tori cer­chino altre strade.

Tutti i suoi col­le­ghi dem esclu­dono una scissione.

Il tema della scis­sione è molto gior­na­li­stico, ma il punto vero è se il Pd è inte­res­sato a fare una rifles­sione che sia com­pren­si­bile agli elet­tori di sini­stra, che sono tanti, o no.

Sem­bra che Renzi abbia già risposto.

E però Renzi per primo dice che se andiamo avanti così arri­verà la Troika, senza ren­dersi conto che sta par­lando della sua scon­fitta. Ma nel Pd que­sta rifles­sione non riguarda solo Renzi. Le lar­ghe intese sono inziate prima di lui con quelli che dice­vano che biso­gnava avere Monti come inter­lo­cu­tore. Non c’è mica biso­gno che vinca Syriza in Gre­cia per capire che c’è un pro­blema di rap­pre­sen­tanza degli esclusi. A noi inte­ressa o no? Se si andasse a votare oggi con il pro­gramma del governo Renzi io non ci sta­rei: non lo con­di­vido. Se il pro­blema per Renzi è guar­dare i son­daggi e vedere che que­sta sini­stra sta sotto il dieci per cento, lo avviso che è un modo di ragio­nare peri­co­loso: lo fece il Pd prima di Renzi con Grillo.

Però D’Alema a Bari è stato fischiato.

Il fischio ormai lo rischiamo tutti. Chi ha avuto più respon­sa­bi­lità è pena­liz­zato. E comun­que nello schema poli­tico che io con­te­sto prima c’erano den­tro tutti.

La futura sini­stra è da mesi in par­tenza, oggi a Bolo­gna che succede?

Sta­volta si parte dav­vero. Il Patto repub­bli­cano è il con­tra­rio del patto del Naza­reno: è pub­blico, tra­spa­rente, scritto. Chie­diamo a chi lo firma di avere com­por­ta­menti coe­renti, anche in par­la­mento. E ai cit­ta­dini di con­di­vi­derlo. Ci rivol­giamo a quelli che si sen­tono esclusi.

Intanto domani all’assemblea Renzi vi chie­derà di giu­rare sul sì alle riforme.

Inizi lui a rispet­tare gli impe­gni: aveva detto ’nes­suno più sarà nomi­nato’, e poi invece insi­ste sulle liste bloc­cate per tre quarti del par­la­mento. Dirà: il Pd farà le pri­ma­rie. Dove ora abbiamo sco­perto, guarda un po’, che ci sono mec­ca­ni­smi di potere, che certi can­di­dati spen­dono troppo. Noi que­ste cose le abbiamo denun­ciate, infatti non le pri­ma­rie le abbiamo vinte. Ma non pren­dia­moci in giro: quando chiesi di evi­tare i tes­se­ra­menti i blocco nes­suno fece niente. Salvo poi, dopo, dire che c’erano troppe cose che non anda­vano bene. Più che gufi, que­sti miei col­le­ghi sem­brano le civette che si levano sul far del tra­monto, quando i gio­chi sono fatti.

Insomma dome­nica voterà di nuovo no a Renzi?

Non lo so. Se intanto gen­til­mente Renzi ci dicesse di cosa si parla, uno potrebbe anche arri­varci pre­pa­rato. Se chiedi ai suoi, c’è il poli­ziotto buono che dice ’niente, tran­quilli’ e quello cat­tivo che dice ’basta è finito il Pd’. A que­sto gioco non ci sto. Se chiede obbe­dienza sulla Costi­tu­zione fac­cio pre­sente che è pure con­tro la prassi costi­tu­zio­nale. E che tutta que­sta enfasi serve a Renzi per nascon­dere i suoi ritardi, i suoi fal­li­menti. Invece di occu­parsi di Cuperlo e Civati poteva occu­parsi del seme­stre euro­peo che è finito come l’estate dei Righeira, nes­suno se n’è accorto. E stiamo peg­gio di prima.