logoLo ha fatto Alessandro Gilioli per primo, bruciandoci tutti sul tempo. Poi lo hanno fatto Matteo Pucciarelli e Davide Nota. Ora tocca a me dare il benvenuto a ciò che è nato da questo nostro parto collettivo. Complicato e sofferto come tutti i parti. Ma, come tutti i parti, entusiasmante.

È on line www.esseblog.it, l’esito di un lavoro meticoloso di relazioni, rapporti, contatti, sedimentati in anni di lotta, militanza, confronto, studio, spesso insieme, ogni tanto divisi.

Ci siamo cercati, rincorsi, trovati, incontrati, voluti. Ora possiamo partire, mettendo in rete un blog, appunto, e nei prossimi giorni il numero zero di una rivista che abbiamo deciso di chiamare la Costituente. In omaggio a quell’Assemblea che preparò la nostra Carta costituzionale, perché appunto la democrazia antifascista è un bene inalienabile e, purtroppo, sistematicamente sotto attacco.

E costituente come quel processo – costituente e ricostituente – che senza reticenze o eccessivi timori reverenziali vorremmo essere in grado di mettere in campo, insieme a tanti, per questa Sinistra italiana così frammentata e pericolante.

Esse come Sinistra, ovviamente. Ma anche come tanto altro: sogno, solidarietà, socialismo.

Il sogno di contribuire a mettere un piccolissimo tassello nella direzione necessaria: ricostruire lo spazio politico di un’alternativa che serve drammaticamente a molti, ancora di più dentro la crisi del capitalismo. Quello spazio che invoca da anni – inascoltata – la Fiom-Cgil; che i movimenti da soli non riescono a sedimentare; e che le forze della sinistra, sole e divise, non riescono a organizzare.

Quello spazio che in tutta Europa esiste, occupato da soggetti che crescono, che macinano consenso e che praticano egemonia sperimentando forme nuove di aggregazione e di unità. Sperimentando il cambiamento e l’innovazione. Coniugando questi con l’amore per la propria storia e per le proprie radici.

Esse, allora, addirittura come socialismo da ricostruire, da ripensare, da declinare di nuovo, da ricollocare all’altezza dei tempi. Con teorie e pratiche finalmente coerenti tra loro.

Il progetto è follemente sproporzionato rispetto ai mezzi di cui disponiamo, ma eravamo stanchi di assistere impassibili e passivi ad uno spettacolo triste. Abbiamo deciso di provare a metterci in cammino, sapendo che abbiamo tutti i limiti e l’incoscienza della nostra età, ma anche un po’ di sano entusiasmo in più, qualche cicatrice e qualche delusione in meno.

Anche per questo motivo non vogliamo ripercorrere strade già battute e ricommettere errori già compiuti. Esse e la Costituente non sono un partito e neppure una corrente. Ognuno di noi continuerà a lottare dove è, nelle trincee costruite in questi anni.

Ma da oggi abbiamo un luogo in più nel quale sentirci a casa. La mia previsione è che sarà sempre più accogliente e sempre più grande. E presto, finalmente, forse, utile a tanti.