Metodo e merito: non condividiamo

EUROPE-PEOPLES-RISE-UP1Caro Amato,

la tua risposta – che utilizza legittimamente lo strumento del sito internet del partito, al pari della nota co-firmata con Bruno Steri e dei tanti comunicati stampa prodotti ogni giorno dal Segretario del partito, compreso quello in risposta al quale abbiamo scritto – necessita di alcune precisazioni.

La prima è che sei tu stesso ad affermare, relativamente alle proposte elettorali al vaglio della Commissione per gli Affari costituzionali del Parlamento europeo, che la loro approvazione «ad oggi non è affatto scontata». Stiamo parlando dunque di una ipotesi e non di una certezza. Confermi tu stesso dunque che non c’era alcuna ragione oggettiva che imponeva al nostro Segretario di avanzare – «a nome di Rifondazione comunista» – il nome di un Presidente che non è «affatto scontato» neppure che debba essere indicato.

Qualora la Sinistra Europea ci avesse, tramite te o il Segretario, informato invece della sua volontà di anticipare e forzare i tempi della discussione (discutendo e decidendo in via provvisoria di un nome), sarebbe stata buona regola convocare il dipartimento Esteri che tu presiedi, oppure la Direzione del partito, o anche soltanto la Segreteria nazionale, in maniera tale che collegialmente fosse data al partito la possibilità di esprimersi circa la scelta o la proposta che saremmo stati chiamati ad assumere o ad avanzare. Ma ciò, evidentemente e con ogni logica, non è stato. Si è trattato invece – come qualcuno ha già rilevato – di una decisione dettata dalla fretta di inaugurare una discussione, che come sappiamo entrambi non è mai piana, neppure dentro la Sinistra Europea. E la fretta è sempre cattiva consigliera, soprattutto quando ti spinge a bypassare il confronto e la discussione con i tuoi compagni di partito.

La seconda precisazione è che bisogna pesare le parole, perché il rischio che si ingeneri l’equivoco che chi ha “sparato” il nome di Tzipras sia a favore della Sinistra Europea e chi scrive non lo sia è alto, e temo che sia un rischio voluto. Scrivi infatti che la proposta avanzata da Ferrero è «coerente con la nostra appartenenza alla Sinistra Europea e alla sua linea». Vero. Ma ciò non vuol dire che non lo siano anche altre. In altre sedi è stata, per esempio, ipotizzata la candidatura di Jean-Luc Mélenchon. Non mi sorprenderebbe se emergessero altre candidature. Le dovremmo considerare «incoerenti con la nostra appartenenza alla Sinistra Europea e alla sua linea»?

Il punto di dissenso è però un altro – e si sarebbe dovuto verificare e discutere prima, magari in una riunione del Dipartimento o della Direzione o della Segreteria, da convocarsi prima di comunicare all’esterno come decisioni i personali intendimenti del Segretario – e riguarda precisamente la tua affermazione secondo la quale «il partito della Sinistra Europea è, pur con tutti i suoi limiti, l’unica soggettività politica che a livello continentale rappresenta un’alternativa all’Europa liberista e dell’austerità». Non soltanto non è l’unica ma neppure la più grande, essendo il Gue-Ngl il luogo più ampio e rappresentativo, includendo anche quei partiti che – legittimamente (non è questa la sede per riproporre discussioni antiche sulla responsabilità delle scelte, delle inclusioni e delle esclusioni) – non fanno parte della Sinistra Europea.

Non da oggi, chi ti scrive auspica la costruzione e il rafforzamento di un fronte europeo più ampio e inclusivo di tutte le forze comuniste e della sinistra a livello continentale, che costruisca un punto di riferimento unitario e di massa. Nel nostro piccolo, come sai, abbiamo promosso in questi anni attraverso l’organizzazione giovanile del partito tanto l’internità all’Endyl (European Network of Democratic Young Left), nel cui International Board sono entrato in rappresentanza dei Giovani Comunisti nel 2012, dopo avervi fatto aderire l’organizzazione (cosa che in passato non era mai stata fatta), quanto al World Federation of Democratic Youth e alla sua sezione macroregionale Cena (Europa, Usa e Canada), dopo avere riallacciato con essa rapporti congelati ed interrotti negli ultimi cinque anni prima della scissione del 2008 (con altri Segretari nazionali ma un Dipartimento Esteri simile nella sua composizione). Allo stesso tempo, in particolare di concerto con i compagni delle giovanili di Syriza, Izquierda Unida e della Linke, stiamo tentando di ricostruire un livello di coordinamento tra le giovanili dei partiti della Sinistra Europea.

Per questa logica – unitaria, inclusiva e legittimata da una pratica politica quotidiana in quella direzione – abbiamo osato dissentire dalla dichiarazione del Segretario e compiuto il crimine di lesa maestà rispetto al tuo lavoro, caro Fabio, stando a quello che scrivi in chiusura.

A ciò si aggiunge un tema che è evidentemente sullo sfondo ma che prima o poi andrà affrontato e che concerne soltanto noi italiani: il tema dell’unità delle forze a sinistra del Partito democratico. Fatta salva l’ipotesi dell’impossibilità oggettiva di determinare un esito unitario (approvazione delle proposte di riforma; scelta di altri soggetti, in primo luogo di Sel, di dare vita ad una lista interna al Partito del Socialismo europeo), sarebbe a nostro avviso sbagliato (e in contraddizione con la linea politica sin qui affermata dal Partito) non avanzare una proposta di convergenza con l’intero arco delle forze a sinistra del Partito democratico. Ma anche su questo punto è legittimo avere opinioni diverse e sostenere, per esempio, che l’unità della sinistra italiana non è più un nostro obiettivo primario: l’importante è decidere qual è la sede in cui le linee politiche si determinano e, in questo caso, si modificano.

Colgo l’occasione, infine, per ricordare a tutti qual è attualmente la posizione politica del partito rispetto all’Unione Europea (e ti prego, se mi sto sbagliando, di correggermi). Il partito è a favore della modifica radicale dei Trattati (Maastricht e Lisbona in primo luogo), anche attraverso lo statuto del referendum. Non è a favore dell’uscita unilaterale dalla moneta unica e quindi neppure attraverso lo statuto del referendum (sulla cui legittimità, le cui forme e i cui limiti rimando alla discussione avviata, tra gli altri, da Franco Russo pochi giorni fa). Questa posizione, che io condivido integralmente e che è patrimonio comune di Rifondazione Comunista da sempre, è la posizione del partito e potrà essere cambiata, a proposito di processi democratici e di discussioni collegiali, soltanto all’interno di un Congresso. Anche su questo terreno, quindi, suggerirei maggiore cautela e minore ansia da dichiarazione.

Qui trovate la dichiarazione di Paolo Ferrero: https://www.facebook.com/pages/Paolo-Ferrero/88466229193

Qui la dichiarazione co-firmata con Bruno Steri: http://www2.rifondazione.it/primapagina/?p=4684

Qui la risposta di Fabio Amato: http://www2.rifondazione.it/primapagina/?p=4720

27 risposte a “Metodo e merito: non condividiamo”

  1. ———————————————
    Lo Stato ha porte chiuse, le mafie le spalancano
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    Terminate le tradizionali celebrazioni antimafia, si conferma l’osservazione che le innumerevoli associazioni coinvolte continuano a non far nulla per democratizzare il Pubblico Impiego, per far sì che le persone trovino porte aperte verso buone direzioni. Mentre le associazioni mantengono i loro membri all’oscuro del diritto d’ogni cittadino di equa partecipazione alle attività della Res Publica, le mafie offrono porte aperte per le loro attività criminose. Mentre lo Stato, tirannicamente, continua ad avere porte chiuse, le mafie le spalancano.

    Se gli ormai tanti esclusi trovano le porte dello Stato sprangate dagli assunti a vita, che non vogliono mollare i pubblici incarichi pur questi appartenendo al popolo ed al popolo dovendo, in democrazia, periodicamente ritornare, come possono le associazioni, se non irragionevolmente, pretendere che scompaia la criminalità?

    Con chiacchiere pretine? Con esorcismi, miracoli?!

    In realtà a perpetuare le mafie ed ogni altro male sociale son proprio coloro che mai si degnano di fare ciò ch’è giusto e necessario: aprire il Pubblico Impiego alla partecipazione generale, di modo che ognuno possa beneficiare delle pubbliche risorse e servirsene per crescere e nessuno sia più costretto a darsi al crimine.

    Non devono dormire la notte coloro che, pur lamentando in continuazione i mali sociali, mai si degnano di reclamare un Pubblico Impiego Partecipato a tempo determinato. La responsabilità dei mali sociali è in gran parte proprio loro. Sono proprio le associazioni ad allontanare tante energie umane dalla nostra centralità pubblica.

  2. una risposta migliore non potevi darla… spero soltanto che si faccia la lista con Sel…. una bella lista a cavallo tra socialismo e comunismo!

  3. @maresciallo Tito: chiedo scusa…ma dall’alto dei miei 61anni…un giovane come Simone (e spero altri giovani interessanti!…non me ne voglia Grassi, che leggo sempre con piacere!) li vedrei volentieri alla guida di una sinistra nuova e che “conti”

  4. semplicemente allibito di questa grande, profonda e, soprattutto vitale discussione per le sorti del proletariato italiano.

    1. comodo Luciano, e allora qui continuiamo a fare sparate inutili e controproducenti… dato che siamo forti, dall’alto del nostro 1% il nostro Segretario va in giro a sparare caxxate…

      1. Ma dove sta scritto che siamo all’1%???

        Persino nelle comunali 2013 (terreno non favorevole), siamo all’1,5% rispetto a un 2% che avevamo prima in quei comuni!

        Piuttosto lavoriamo all’organizzazione, che è carente.

  5. Se la risposta di Simone è arrogante e inaccettabile…e se fa palesare di essere venduto, oltre che desideroso di andare con il Pd…cari signori…credo che ci siano veramente poche speranze di vedere di nuovo una sinistra che “conti”…

    1. Idelbo, lo dicevo ironicamente! Simone è il migliore, dovrebbe fare lui il segretario… ma proprio per questo i pretoriani di Ferrero non possono vederlo e lo insultano, insieme a Grassi e agli altri che ragionano!

  6. FAUSTO TENTI???

    MA E’ IL FAUSTO TENTI SEGRETARIO PROVINCIALE DEL PRC A AREZZO?

    Iscritti PRC in provincia di Arezzo?
    2011-280 Tesserati
    2012-182(-65%!il triplo in piu’ rispetto alla media nazionale)

    Risultati elettorali?
    DIFFERENZE,IN PERCENTUALE,TRA DATO- REGIONALE E PROVINCIA DI AREZZO NEL CORSO DEGLI ANNI E DELLA SUA SEGRETERIA

    EUROPEE 2009
    REGIONE TOSCANA – 5,1%
    PROVINCIA AREZZO- 4,5% (-12%!RISPETTO ALLA MEDIA REGIONALE)

    REGIONALI 2010
    REGIONE TOSCANA – 5,3%
    PROVINCIA AREZZO – 4,3%(-19%,RISPETTO ALLA MEDIA REGIONALE)

    POLITICHE 2013
    REGIONE TOSCANA – 2,7%
    PROVINCIA AREZZO – 1,8%(-31%!!,RISPETTO ALLA MEDIA REGIONALE)

    MA LA TOSCANA,E LE SUE PROVINCE,SONO SEMPRE STATE DELLE REALTA’ IN CUI IL PRC OTTENEVA RISULTATI BEN SOPRA LA MEDIA NAZIONALE.
    I CONFRONTI?
    SEMPLICEMENTI IMBARAZZANTI

    EUROPEE 2009
    ITALIA 3,4%
    TOSCANA 5,1%(+50% RISPETTO AL DATO NAZIONALE)
    PROV. AREZZO 4,5%(SI SCENDE A SOLO +32% RISPETTO AL DATO NAZIONALE)

    REGIONALI 2010
    ITALIA 2,7%
    (MEDIA 13 REGIONI AL VOTO,FONTE UFF. ELETTORALE FED.DELLA SIN.)
    TOSCANA 5,1%(+96% RISPETTO ALLA MEDIA NAZIONALE)
    PROVINCIA AREZZO (SI SCENDE A SOLO +59% RISPETTO AL DATO NAZIONALE)

    POLITICHE 2013
    ITALIA 2,3%
    TOSCANA 2,7%(NONOSTANTE IL SUPERFLOP,LA TOSCANA SI CONFERMA SOPRA LA MEDIA CON UN +17% RISPETTO ALLA MEDIA NAZIONALE)

    PROVINCIA AREZZO 1,8%(UN CLAMOROSO -22% RISPETTO ALLA MEDIA NAZIONALE!)

    INSOMMA FAUSTO TENTI HA GUIDATO LA FEDERAZIONE DI AREZZO CON QUESTI BRILLANTI RISULTATI.

    1. Karletto, perchè non ti qualifichi con nome e cognome, così possiamo ragionare meglio? O forse sei un coniglietto un pò codardo, che ha persino paura di firmarsi…Guarda che i comunisti non possono avere cotanta codardia…

  7. Vabbè ragazze/i, avete iniziato con congruo anticipo il congresso, lo abbiamo ben capito: cercate almeno di evitare di arrivarci sbrandellando quel che resta del partito, ma soprattutto non mettete in scena la Bolognina-de-noantri.

    1. Scusami, ma qualche argomento nel merito di quello che ho scritto è possibile leggerlo? Qualche obiezione strutturata su ciò che – precisamente e pedantemente – ho scritto sulla Sinistra Europea? Mi rendo conto che è noioso, però facciamo tutti uno sforzo. Altrimenti la discussione a base di insulti e di illazioni oltre che inutile è tanto misera. E io non sono neppure intenzionato ad iniziarla.

      1. Allora, proviamo un attimino a rispondere alla tua replica al compagno Fabio Amato…

        Essa, a mio parere, non fornisce alcuna (vera) risposta alle questioni poste da lui e rende ancora più evidente la strumentalità della polemica (da voi) avviata contro il segretario di Rifondazione.
        In realtà, caro Simone, parli d’altro. Non a caso sposti l’accento sulla questione del “metodo”, perché sul merito – sempre a parer mio – non hai nulla da dire e provi ad arrampicarti sugli specchi.
        Come quando fai balenare che la possibile candidatura di altre personalità della sinistra europea (Mélenchon) potrebbe creare “divisioni” nella SE, quasi che la proposta di candidatura del leader di Syriza fosse esclusiva ed impeditiva di qualsivoglia altra proposta. Ma quando mai, ma dove l’hai letto, dove lo trovi scritto, dimmelo… Si tratta appunto di un’indicazione, di una proposta, ben vengano altre cento, mille proposte di candidatura, ma non si inventino cose che non esistono…O quando fai intendere che la candidatura di Tsipras potrebbe essere di ostacolo a un allargamento della coalizione di sinistra alle elezioni europee. Potrebbe anche essere, è tutto da verificare, ma non è forse vero che questo vale per ogni altra candidatura? Tu e Steri siete forse in possesso di un’indicazione capace di unire tutti, dall’Atlantico agli Urali? Ben venga, fatela! Altrimenti smettete di nascondervi dietro un dito…
        In realtà, la strumentalità delle vostre posizioni appare di tutta evidenza quando, caro Simone, agiti il tema dell’unità, in Europa come in Italia! In Europa bisogna provare a unire il più possibile (giusto) e quindi provare ad aprire, ad esempio, al Partito comunista portoghese e al Partito comunista greco. In italia, invece, sempre per unire, si dovrebbe provare (COME SI E’ SEMPRE FATTO, NON TI PARE?) a incalzare SeL, pur sapendo, come tutti sanno (anche TE!) che la direzione imboccata da Vendola è del tutto opposta. Tuttavia, giusto anche questo, non è mai sbagliato tentare di perseguire l’unità…fino all’ultimo secondo utile (che a me sembra ormai già superato). Ma c’è qualcuno, dotato di buon senso o di buona fede, che oggi possa credere che alle prossime elezioni europee, sotto l’egida di un unico candidato Presidente, quale che sia, possano convivere PCP, KKE e SEL? Che possano cioè convivere posizioni che si richiamano al marxismo-leninismo, per le quali “la socialdemocrazia è oggi parte integrante del sistema di sfruttamento, oppressione e guerra imperialista” (vedasi dichiarazione del Pcp di solo alcuni giorni fa) e quelle espresse da una forza come Sel, che si appresta a richiedere l’ingresso nel Partito Socialista Europeo? Lascio giudicare a chi legge. Caro Simone, tu – in sostanza – in nome dell’unità come valore assoluto, apri ai comunisti di tutte le tendenze in Europa, ai socialisti di sinistra in Italia. Ma, detto con tutta franchezza, è questa un’operazione possibile, dotata di una qualche credibilità?
        Insomma, è chiaro a tutti quelli che vogliono vedere la realtà che la tua/vostra è una polemica ad uso ESCLUSIVAMENTE interno – SEMPRE A MIO PARERE, PER CARITA’ – per fini SOLO congressuali, ma essenzialmente priva di fondamento…E infatti, per tentare di dare sostanza alle tue posizioni, tiri in ballo l’Unione Europea, l’uscita dall’euro, i trattati, etc., cercando anche qui di additare presunti punti di differenza e dissenso dal segretario, il quale, a tuo parere, starebbe addirittura modificando unilateralmente la linea di Rifondazione su questi temi. Tutto fa brodo, insomma, per tentare di giustificare una posizione secondo me insostenibile.
        E quindi la butti sul “metodo”. Ma qui, sul serio, non c’è trippa per gatti! Il “centralismo burocratico” da te demonizzato non c’entra proprio niente. La posizione espressa da Ferrero, come ha facilmente spiegato Fabio Amato e che se sei intellettualmente onesto dovresti riconoscere, non vincola in alcun modo Rifondazione, che resta e rimane libera di esprimere la sua linea e la sua decisione nelle sedi statutarie. Così come sono sicuro farà. Si è trattato, come più volte spiegato e ribadito, di una proposta, di una indicazione, che può essere smentita dal Partito in ogni momento nelle sedi deputate.
        Tranquillizzati, dunque, Simone. Non c’è nessun colpo-di-stato all’orizzonte. Su questi temi, come su altri, è certamente possibile trovare una giusta composizione e una necessaria sintesi, non sembrando le diverse posizioni nel Partito così distanti.
        Io la penso come sopra…e magari cerca di far capire ai tuoi “difensori d’ufficio” che perdendo il loro prezioso tempo a mettere insieme le % delle elezioni aretine, a casaccio, senza contestualizzare… e poi anche in maniera vigliaccamente anonima…non ti fanno mica del bene!

        1. Caro Fausto, leggo ora questa tua replica (finalmente una replica nel merito) e noto che è la stessa pubblicata da Erik sul blog di Claudio Grassi.
          Vedo anche che, tra i commenti, qualcuno ti risponde con qualche ragione. Provo a formulare alcune contro-obiezioni al tuo ragionamento:
          1. La prima riguarda il metodo, su cui dici che mi concentro: ma sul merito ho torto oppure no? Capisco – ci mancherebbe! – che le decisioni si prendono negli organismi, ma allora perché questo sfregio continuo agli organismi? Sono impacci burocratici? Pensi che aiuti bypassare continuamente gli organismi e fare e dire tutto quello che passa per la testa a questo o a quel dirigente? Ma se questo metodo piace, allora vale per tutti. E’ un liberi tutti però, mi permetto di fartelo notare, molto pericoloso.
          2. Nel merito, invece, faccio mie le osservazioni di Sandro (sul blog di Grassi): come vedi c’è chi mi fa un cattivo servizio e chi invece me ne fa uno ottimo. Fino a prova contraria la lista è italiana e non capisco per quale ragione dovremmo rinunciare all’unità a sinistra. Ma se fosse europea, torna prepotentemente l’argomento che ho proposto e che anche Sorini, da un punto di vista diverso, rilevava: la Sinistra Europea è una parte, importantissima, ma è una parte. E io vorrei (è tutt’altro che impossibile) costruire una lista europea – SE LA LISTA EUROPEA SI FA PER DAVVERO – riconnettendo, per farti solo un esempio, i comunisti greci ovunque collocati, oppure il partito comunista portoghese e il blocco della sinistra portoghese, oppure tutta la sinistra verde nordica, sia quella che sta nella SE sia quella che non ci sta. Cosa c’è di sbagliato in questa posizione? Come fai a ritenerla strumentale, quando è esplicitata da Essere Comunisti da tanti anni e quando essa è – come ho spiegato (perché su questo non mi rispondete?) – PRATICA POLITICA CONCRETA dei Giovani Comunisti da quando sono portavoce e responsabile Esteri? Si può dissentire, per carità, ma si deve riconoscere la legittimità e il senso delle posizioni altrui.
          3. Sulla posizione sull’euro non so più in che lingua dirlo, dato che l’ho scritto in tutte le salse: la posizione del Prc è chiara, ed è quella – per dirne una – della Linke, non di Lafontaine. Se qualcuno ha posizioni diverse (segretario compreso) ha il dovere di portare la questione negli organismi dirigenti o al congresso e lì ci misureremo. E’ così sbagliato?
          Simone Oggionni

          1. Caro Simone, non c’è nulla di grave: la pensiamo solamente in maniera abbastanza diversa. Può darsi che a me – non facendo della politica una professione/lavoro come invece lo è per te, essendo io un semplice impiegatuccio di provincia – mi sfuggano dei particolari, avendo tante altre cose alle quali pensare……
            Comunque, in linea generale e ben oltre la diatriba sul tema Amato, IO – PERSONALMENTE – PENSO che gli attacchi continui che fate al segretario ed a coloro che gli sono vicini siano dettati esclusivamente da egoismi congressuali e che il vostro obiettivo finale sia quello di “prendere” in mano il partito e traghettarlo dentro SeL o qualcosa di simile, seguendo Vendola 5 anni dopo (ben sapendo che lo volevate fare anche a Chianciano, impediti in ciò – in extremis – da molte/i compagne/i che vi avrebbero mangiato coi panni adosso…come si dice ad Arezzo…se lo aveste fatto, rompendo l’unità della mozione Acerbo). Io – se volevo seguire Vendola, o addirittura Occhetto in precedenza – lo avrei già abbondantemente fatto, mentre l’andazzo del mondo richiede, SECONDO ME, una maggiore radicalità ed alternatività, altro che un codismo senz’anima……
            Tutto qui quello che IO PENSO, da semplice appassionato di politica, e lotterò con tutte le mie forze affinché chi prenderà il posto di Ferrero al congresso non assecondi tale deriva, del tutto legittima per carità, ma per me – appunto – di deriva si tratta……
            Adesso passo-e-chiudo – come ho già fatto mesi fa nel blog del compagno Grassi, anzi qui molto in anticipo rispetto al precedente – esattamente per lo stesso motivo: non mi va di essere insultato da anonimi i quali, vigliaccamente e con codardia, si nascondono…avendo paura non si sa di cosa.
            Io speriamo che il partito se la cavi…
            un saluto comunista da Fausto Tenti!

  8. LEGGETE FERRERO. … A PROPOSITO DI UNITA’ DELLA SINISTRA… non perde occasione per attaccare Pdci e SEL!
    è pazzesco!

    Questi sono i consiglieri comunali eletti a Catania nelle liste che sostenevano Bianco, il candidato di centro sinistra sostenuto anche da SEL e PdCI. La ricostruzione è stata fatta da un compagno di Alba che ringraziamo.
    CONSIGLIERI DELLA MAGGIORANZA CHE SOSTIENE BIANCO….( CHE NOVITA’, )

    PATTO PER CATANIA
    Alessandro Porto: già consigliere comunale MPA
    Agatino Lanzafame: già consigliere VI circoscrizione MPA
    Elisa Vanin: vice presidente Associazione Catania Futura UDC
    Maria Ausilia Mastrandrea: preside della scuola media Carducci, vicepresidente dell’associazione politico-culturale denominata “Rinascita Siciliana – MO.SI.F. Movimenti Sicilianisti Federati (MPA)
    Carmelo Sofia: già consigliere comunale Pd (La Margherita)
    Mario Crocitti: già consigliere comunale Pd (la Margherita)
    Elene Adriana Ragusa: Medico
    Rosario Laudani: già consigliere comunale DS poi passato con MPA nel 2008

    ARTICOLO 4
    Carmelo Nicotra: già consigliere comunale eletto con il Pd nel 2008, nel 2010 lascia il Pd e passa al Mpa, nel 2012 passa all’UDC insieme a Leanza
    Beatrice Viscuso: già consigliere IX circoscrizione PDL
    Sebastiano Arcidiacono: già consigliere comunale Mpa, già assessore all’istruzione di Stancanelli in quota MPA
    Giuseppe Musumeci: esponente Giovani MPA
    Ludovico Balsamo: già consigliere comunale Mpa

    PRIMAVERA PER CATANIA
    Agatino Lombardo: già consigliere comunale PDL e MPA, già assessore di Stancanelli in quota MPA
    Francesco Petrina: già candidato al consiglio comunale del 2008 per il PDL
    Salvatore Spataro: già consigliere IX municipalità per il PDL
    Michele Failla: già candidato al consiglio comunale del 2008 con Autonomia Sud (MPA)

    IL MEGAFONO
    Daniele Bottino: già vicesegretario provinciale UDC fedelissimo di Forzese portavoce venditori ambulanti Mercatino delle Pulci
    Erika Marco: già consigliere comunale vice capogruppo MPA
    Rosario Gelsomino: revisore contabile già consigliere comunale MPA
    Ersilia Saverino: già vicepresidente dello Stabile in quota MPA e candidata alle regionali del 2012 con PDS (MPA)
    Francesco Salvatore Trichini: già consigliere comunale PDL poi passato a MPA fedelissimo di Marco Consoli

    PARTITO DEMOCRATICO
    Francesca Raciti: già consigliere comunale PD
    Lanfranco Zappalà: già consigliere comunale FORZA ITALIA, poi rieletto con il PD
    Giovanni D’Avola: già consigliere comunale PD (La Margherita)
    Niccolò Notarbartolo: già 40 per Catania
    Nino Vullo: manager d’azienda sostenitore di Renzi

    1. Perchè, tu sei molto amico di SeL? Non ti pare che – semplicemente – la sua sia una posizione molto tattica (dappertutto) ma che strategicamente sia legata a doppia mandata ed indissolubilmente al centro PD?

      1. amico del Pd e di Sel no… però nemmeno omettere che la nostra lista ha preso meno dell’1%…. è imbarazzante, non trovi? in linea con ciò a cui ci ha abituato il segretario!

  9. Ma non li vedete quanto sono rancorosi e schiumanti di rabbia e invidia i commenti sul sito del Prc? quando ce ne andiamo?

  10. ma sai l’unica cosa che si può rispondere qui a Oggionni è che è un venduto e vuole andare con il Pd e che bla bla bla…. gli argomenti non ci sono, la lettera di Amato è patetica e con un tono arrogante inaccettabile

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