• All’attenzione dei compagni e delle compagne vorrei porre un’analisi semplicissima alla disfatta elettorale di Rivoluzione Civile, nonostante credo sia stato un generoso tentativo di riportare una sinistra autonoma ed indipendente dal PD in Parlamento, ma come al solito concretizzatosi con un cartello elettorale all’ultimo istante, dopo aver prima atteso tatticamente l’evolversi del quadro politico nel centrosinistra, e senza un’investitura di candidature e di analisi politico-programmatica sui territori, escludendo anche il lavoro propositivo di analisi e di progetto per una sinistra antiliberista apportato nelle assemblee di Cambiare si può. Il motivo principale della sconfitta credo sia senza dubbio la mancanza di credibilità dei dirigenti dei partiti sia a livello nazionale che locale, considerando per l’appunto secondaria l’operazione politica verticistica messa in atto per bissare la sconfitta dell’Arcobaleno. Senza ripercorrere i ben noti errori della sinistra a livello nazionale, vorrei portare l’esempio della mia regione, ma come si suol dire “tutto il mondo è paese”.
• In Basilicata sono decenni che malgoverna il centrosinistra monopolizzato dal cosiddetto partito-regione il PD, ma che al suo interno forte è la componente storica di potere dirigenziale democristiano, il quale nei decenni ha costituito un’apparato clientelare e burocratico che ha immobilizzato questa regione trasformando la società in una sorta di neofedalesimo e radicalizzando la cultura dell’appartenenza.
• Siamo costretti ad assistere da una parte ad immigrazione giovanile, disoccupazione, sottosviluppo, disastri ambientali, come quello dell’inquinamento di un intero territorio il Vulture-Alto Bradano con la mal gestione dell’inceneritore Fenice e la copertura consensuale, come traspare dall’inchiesta giudiziaria, di ARPAB e Regione, sfruttamento della Val D’Agri regalata alle multinazionali del petrolio, e dall’altra parte ad un numero esorbitante di consulenze esterne, esuberi nella pubblica amministrazione, sprechi in sanità, scandali nella gestione della cosa pubblica, scandalo dei rimborsi spese per l’indennità (tra gli indagati anche Rosa Mastrosimone, Nicola Benedetto e Antonio Autilio dell’Idv, Giacomo Nardiello del Pdci), vitalizi e stipendi d’oro, copioni di società pubbliche ecc. Per non parlare dei numerosi ribaltoni in giunta e trasformismi politici, peggio dello scilipotismo.
• Insomma un disastro targato centrosinistra, alle cui logiche si è legata anche la sinistra radicale, la quale ha la grave colpa di non aver costruito un’opposizione politica e sociale e di non aver proposto un’alternativa di governo rispettosa dei cittadini, del territorio e dell’ambiente.
Credo possa bastare per ringraziare (e mi dispiace perchè ho a cuore i valori e le speranze del socialismo, e non certo del qualunquismo, forma di conservazione del sistema, o di restaurazione di quest’ultimo magari dopo un periodo di caos) gli attivisti cinque stelle per aver portato una rivoluzione dal basso contro corruzione e malapolitica cosa che avrebbe dovuto fare una Sinistra vera, forte ed unita.
• Per questo pensavo che le parole d’ordine del congresso di Chianciano fossero giuste e ne ho avuto la conferma: gli attivisti cinque stelle dal basso, se pur grazie al carisma di Grillo, sono riusciti a smuovere le coscenze ed attirare consensi nei confronti di proposte programmatiche radicalmente alternative.
• Non ci rimane che fare mea culpa, e l’ultima soluzione, secondo il mio modesto parere, è azzerare le vecchie dirigenze di partito e convocare subito degli stati generali della Sinistra tramite assemblee territoriali per ricostruire un unico raggruppamento di sinistra antiliberista e anticapitalista con dirigenti giovani e preparati, perchè ora nell’anomalia italiana serviva Grillo per la pulizia e l’onda moralizzatrice, ma dopo occorrà una vera sinistra per trasformare il sistema e la società.
• Un operaio della Fiat di Melfi l’altro giorno rammaricato mi ha detto “Ho votato Grillo perchè purtroppo in Italia non esiste più una sinistra politica di alternativa”

Michele Di Biase