di FEDERICO PACE

Non solo Btp e Bund. Non solo titoli di stato, tassi di interesse e politiche finanziarie. C’è un altro spread che continua ad aprirsi e separa ancora di più Roma da Berlino. Un altro divario che dovrebbe preoccupare con la stessa intensità. Gli universitari italiani guardano al proprio avvenire in una maniera che si discosta sempre di più, da quella con cui, i loro coetanei di Berlino, Bonn o Monaco, si proiettano negli anni che verranno.

Le nuove generazioni italiane si aspettano dal primo impiego uno stipendio sempre più basso, meno della metà di quanto si attendano i loro coetanei tedeschi, e guardano al proprio percorso professionale con una crescente preoccupazione che in Italia coinvolge un numero di laureati doppio rispetto a quello che accade nei diversi land tedeschi.

Più di sette italiani su dieci si dicono in apprensione per il proprio futuro lavoro e guardano con ansia al proprio percorso professionale. I dati emergono dell’indagine del Trendence Institute che ha ascoltato 311 mila studenti in più di mille università europee. I giovani coinvolti sono quelli delle facoltà di economia e di ingegneria, ovvero quelli che, a conti fatti, dovrebbero temere il futuro, meno di altri che escono da quelle facoltà considerate meno interessanti dagli imprenditori e dai datori di lavoro. Se in Italia gli universitari di economia preoccupati per il proprio futuro sono il 72,9 per cento e quelli di ingegneria sono il 72,4 per cento, in Germania i valori scendono, rispettivamente al 37,4 per cento e al 27,8 per cento. Un altro mondo. Un altro futuro (vedi tabella).

Lo stesso sembra avvenire anche per quel che riguarda lo stipendio atteso al primo impiego. In Italia un giovane che esce da economia indica una paga di 19.837 euro, mentre chi esce da ingegneria si attende 20.864 euro (vedi tabella). Valori pressoché identici a quelli indicati nel 2007, ai tempi in cui, almeno dalle nostre parti, la crisi non era ancora esplosa. In Germania, invece, chi studia economia si attende 43.100 euro e chi diventa ingegnere 44.343 euro. Cifre più che doppie rispetto a quelle italiane. Ma non solo. Sono anche valori cresciuti del 10 per cento rispetto a quelli di quattro anni fa. Questo per dire che mentre da noi, in questi quattro anni, sembra essersi fermato tutto, in Germania, nonostate la crisi, nonostante tutto quello che è successo, qualcosa sembra lo stesso avere un fermento.

Se si cercano valori simili a quelli italiani, si trovano gli stessi paesi che lottano, come noi, per gli spread dei tassi d’interesse dei titoli di stato sui mercati finanziari. Gli stessi livelli di preoccupazione, o un po’ più elevati, per il proprio futuro professionale si riscontrano infatti in Spagna e Portogallo (sopra l’80 per cento in entrambi paesi). Solo la Grecia sembra ancora più drammaticamente coinvolta in un gorgo più cupo con, pressoché, la totalità dei giovani preoccupati per il proprio futuro. In Irlanda, altra nazione coinvolta nel precipizio di crisi e speculazioni, le aspettative sembrano migliori di quelle dei giovani italiani.

Così, ancora una volta, non desta stupore che più di un terzo di loro (35,3 per cento) dice che lascerà l’Italia al termine degli studi per trovare un posto di livello professionale. Valori più elevati di qualche punto percentuale della media in Europa (31,6 per cento) e di dieci punti percentuali rispetto alla media dei paesi dell’Est (23,9%).