Posto un articolo dell’amica e compagna Sara Porras del Movimento e del PCE di Madrid.

In questi giorni in Spagna, ha avuto luogo la riunione del “World Youth Papa”. Da alcuni giorni ci sono sono state forti polemiche sin dall’annuncio del suo arrivo, polemiche che hanno finito per disegnare una cittadinanza su due livelli: quella con pieni diritti, che professa la fede cattolica, e quella che sta ai margini. Non con le mie tasse Con questo motto più di 150 organizzazioni politiche e sociali hanno denunciato gli alti costi della visita del pontefice. Oltre 50 milioni di euro, di cui si stima che almeno la metà sono stati pagati direttamente dai fondi pubblici .- senza considerare all’interno di questa spesa la concessione di strutture pubbliche – dimostrano chiaramente il trattamento preferenziale che lo Stato Spagnolo ha nei confronti della Chiesa cattolica. Le richieste più importanti sono state: – La visita di Papa Ratzinger doveva essere considerata come la visita di un capo di Stato, non un capo religioso, dal momento che la Spagna è un paese non confessionale. – E ‘intollerabile che nel periodo in cui da parte dello Stato sono in corso i maggiori tagli sociali e del lavoro, questo si faccia carico degli enormi costi che tale visita comporta. Principio del formulario Le associazioni per il recupero della memoria storica, oltre a condividere le affermazioni di cui sopra, hanno chiesto al governo – governo del PSOE – che il più grande rappresentante della Chiesa cattolica riconoscesse la collaborazione e la corresponsabilità che la chiesa come istituzione ha avuto nella dittatura di Franco, omicidi , torture, furti e sparizioni anche di bambini. Non c’è stata risposta da parte del governo ne da parte delle autorità religiose alle quali sono state inviate tali comunicazioni. Final del formulario Stando così le cose la visita ha avuto luogo. Il capo è venuto con tutti gli onori, nel caso di questo leader non c’è stato un esempio di umiltà e austerità: una tenda di oltre 4.000 mq, con palcoscenico mobile e tutte le comodità, più di 400 confessionali nel Parco del Retiro per “confessioni express”, così come una stanza di superlusso ed altri comfort per se stesso e il suo entourage. Un diritto di protestare per chi? Il 17 agosto alle ore 19:30 a Madrid era tata convocata una manifestazione Laica. Con il percorso della manifestazione autorizzato e si è materializzato in uno spazio pubblico dalla delegazione del governo e che veniva a materializzare in uno spazio pubblico il conflitto che esiste in gran parte della cittadinanza. Uno stato non può essere democratico se non esiste la separazione tra Stato e Chiesa. Oltre 20.000 persone hanno partecipato all’evento. Non siamo stati sorpresi quando abbiamo visto che la polizia non permetteva la partenza della manifestazione dal punto concordato. Una schiera di pellegrini si era messa a “pregare per la salvezza delle anime dei manifestanti” in modo tale da impedire la nostra sortita. Queste azioni sono tutt’altro che improvvisazioni benintenzionate, ma rispondono alla convinzione che vi è una cittadinanza con diritti ed una che non ne ha. Il 17 agosto c’è stata una manifestazione legale che non ha potuto svolgersi perché le forze di sicurezza dello Stato hanno optato per la protezione di coloro che venivano a vedere un leader religioso piuttosto che per la salvaguardia della legalità assicurando il legittimo diritto alla pubblica manifestazione. La manifestazione ha avuto poi luogo, se qualcosa si impara è che bisogna passare da chiedere a prendersi ciò che si è chiesto. Siamo scesi in strada ed abbiamo raggiunto la Porta Sole, un centro che sta guadagnando sempre più interesse simbolico. La cittadinanza laica ha occupato la paizza costringendo i gruppi di pellegrini a disperdersi. Le cariche della polizia non si sono fatte attendere e questo scenario si è ripetuto durante i tre giorni di visita ufficiale. Nonostante la dura repressione della polizia si è continuato a convocare concentramenti, la voce della gente non può mai essere illegale, e le forze di sicurezza hanno continuato a reprimere chiunque non indossare uno zaino da pellegrino. Tutto questo rende più attuale che mai la transizione politica in questo paese (o meglio la mancanza di essa) la stretta relazione tra Chiesa e Stato, la mancanza di garanzie per l’esercizio dei diritti politici per più della metà cittadinanza, sono ostacoli alla transizione che non è stata attuata, ricordiamoci che in questo paese, manco a dirlo, il dittatore è morto nel suo letto e il suo successore oggi porta la corona. Sara Porras Sànchez Responsabile Università P.C.E. Madrid Membro del Comitato Centrale P.C.E. Madrid