Elena Marisol Brandoli, da Barcellona, 08 agosto 2011, 12:27

Gli indignati si sono ripresi la piazza Puerta del Sol, simbolo della protesta pacifica che dura da settimane. La piazza era stata resa inspiegabilmente off limits dal Ministero degli Interni spagnolo e dal comune di Madrid, per quattro lunghi giorni Così dicevano i manifestanti del movimento 15-M, venerdì sera, dopo essere riusciti a ritornare, in migliaia, pacificamente, nella loro piazza, quella Puerta del Sol resa inspiegabilmente off limits dal Ministero degli Interni spagnolo e dal comune di Madrid, per quattro lunghi giorni. Una piazza simbolo divenuta improvvisamente un fortino, deserta di persone e commercio per ordine delle forze di polizia, assediata da centinaia di giovani in cerca di un accesso, come in un’assurda parodia del romanzo di Buzzati. Ora in Sol è di nuovo tutto aperto, i negozi, la stazione della metro, si torna a circolare liberamente. La presenza delle forze dell’ordine si è fatta discreta, ma decisa a non permettere nuove occupazioni del suolo pubblico. Il movimento non va in vacanza e continua ad autoconvocarsi, da qui e per il futuro, in un crescendo di iniziative. Era cominciato tutto all’inizio della scorsa settimana, quando in un’operazione congiunta del Ministero e del comune, si era proceduto a sgombrare la piazza e il contiguo Paseo del Prado dagli ultimi accampati, alcune decine di persone, dopo 79 giorni di occupazione pacifica. Un’azione rapida, avvenuta senza incidenti, che fin dal principio non era piaciuta agli Indignati, che iniziavano a convocare primi appuntamenti di protesta. La cosa forse si sarebbe sgonfiata da sé, se non fosse stato per la “lungimiranza” dei tutori dell’ordine pubblico, che dopo lo sgombero, iniziavano ad impedire l’accesso al “chilometro zero”, decisione inusuale che nessuna istituzione ha voluto spiegare. La scelta di impedire il diritto alla libera circolazione dei cittadini è stata oggetto di critica anche del principale sindacato di polizia, il SUP (Sindicato Unificado de Policía). Alcuni hanno suggerito che sia dipesa dalla prossima visita del Papa, in occasione delle Giornate mondiali della gioventù, che avranno luogo a Madrid, dal 16 al 21 di agosto. La piazza diventava quindi oggetto di contesa tra movimento e forze di polizia, con i manifestanti a circondarla più volte al giorno e i poliziotti a difenderne gli accessi. Fino a giovedì, quando veniva chiesto dalla polizia ai commercianti del Sol di mandare via i clienti e abbassare le saracinesche, mentre veniva chiusa la stazione della metro e delle ferrovie locali. La sera di quello stesso giorno, quando la protesta si andava concentrando presso la sede del Ministero degli Interni, le forze dell’ordine caricavano con durezza alcune centinaia di Indignati, con un bilancio di tre persone detenute, tra queste il giornalista de Lainformacion.com, Gorka Ramos, e una ventina di feriti. E per la prima volta, i giovani del 15-M convocavano una conferenza stampa per denunciare l’accaduto e confermare il carattere non-violento del movimento. Così si è arrivati alla manifestazione di venerdì sera a Madrid, sostenuta da vari appuntamenti convocati in altre città della Spagna. Dal giorno dopo, sono riprese le assemblee del movimento per mettere a punto il programma di mobilitazione che si realizzerà con l’arrivo del Papa. Gli Indignati si sono ripresi la loro piazza. E la politica non ci ha fatto una gran bella figura.