Cittadine/i europei per il reddito minimo

Il Parlamento Europeo ha approvato un’ importante risoluzione per promuovere in Europa il reddito minimo. Il testo votato il 20 ottobre 2010 con una larghissima maggioranza può rappresentare un punto di riferimento per chi ritiene indispensabile garantire interventi in direzione della promozione della dignità dell’esistenza e di un lavoro decente per tutti/e. Il testo infatti offre un punto di incontro tra diverse opzioni che concernono il nesso tra lavoro e reddito e tra strumenti contrattuali e interventi normativi. Purtroppo il Parlamento Europeo non ha la potestà di proporre leggi; per di più, è stato colpevolmente respinto, per soli due voti, l’emendamento che richiedeva al PE di sollecitare una direttiva alla Commissione Europea. Le ragioni che rendono indispensabile una tale direttiva sono ben presenti nelle argomentazioni della risoluzione. C’è l’esigenza di impedire il dumping salariale che colpisce l’Europa; di garantire un’esistenza dignitosa ad un numero purtroppo crescente di persone a rischio di povertà e di esclusione sociale e di lavoratori e lavoratrici poveri/e; di risolvere in modo equo e ragionevole le questioni di reddito e di welfare per chi vive in situazioni di precarietà e disoccupazione. Naturalmente, il reddito minimo è solo una delle misure necessarie per affrontare una crisi sempre più accentuata che mette a repentaglio l’intera popolazione europea: il reddito minimo deve integrarsi in una rete universale di servizi pubblici e di diritti fondamentali. Ma è una misura che può avere un positivo importante impatto, consentendo quanto meno la salvaguardia dei “ minimi vitali”, in coerenza con quanto previsto all’art. 34 della Carta dei diritti Ue. Di recente è stato varato il regolamento attuativo che rende possibile la realizzazione delle iniziative di proposta da parte di cittadini che rende possibile la raccolta di almeno un milione di firme, in almeno 7 Paesi Europei, per avanzare la richiesta di emanare direttive su temi previsti dai trattati attraverso la presentazione di un proprio testo, che la Commissione Europea deve obbligatoriamente prendere in considerazione e su cui deve pronunciarsi. Ci sembrerebbe importante lavorare a che una simile iniziativa si realizzasse intorno al reddito minimo, prendendo come punto di riferimento proprio la risoluzione approvata dal PE. Sarebbe un modo concreto e costruttivo dare una dimensione europea all’agire politico e per proporre in concreto l’immagine di un’Europa fondata sulla coesione e la solidarietà sociale e non solo sui mercati. Essendo l’iniziativa su scala europea è necessario creare i collegamenti a livello dei paesi membri. Esistono reti ed associazioni che stanno riflettendo ed agendo su questi temi. Il nostro compito potrebbe essere quello di facilitatori, tra altri, per realizzare questo obiettivo. A questo fine si potrebbe proporre una sorta di coalizione di scopo. Chi sottoscrive queste note vi invita al primo incontro – giovedì 7 aprile, Via Galilei 53 (fermata Manzoni metro A), h 15-17.30 – per decidere il comune cammino di approfondimenti e iniziative. Peppe Allegri, Enzo Bernardo, Fausto Bertinotti, Papi Bronzini, Alberto Burgio, Loris Campetti, Luca Casarini,Bruno Casati, Paolo Cento, Celeste Costantino, Titti Di Salvo, Tommaso Fattori, Marco Furfaro, Alfonso Gianni, Sandro Gobetti, Betty Leone, Eugenio Melandri, Roberto Musacchio, Simone Oggionni, Gianni Rinaldini, Domenico Rizzuti, Franco Russo, Luca Santini, Patrizia Sentinelli, Rachele Serino, Bruno Steri, Gigi Sullo, Nicola Vallinoto