Ricostruire il partito comunista, con passione

Sono appena tornato dalla mostra “Avanti popolo” organizzata a Roma per celebrare la storia del Partito comunista italiano.

Non mi vergogno a dire che ho pianto. Mi sono commosso di fronte ai Quaderni del carcere di Antonio Gramsci, ai racconti dei tanti partigiani comunisti che nella Resistenza hanno preso sulle proprie spalle la responsabilità di cacciare il fascismo, di porre fine alla guerra, di restituire all’Italia, al nostro Paese che vent’anni di Berlusconi ci stanno facendo odiare, la libertà, la pace e quindi una speranza. Mi sono commosso di fronte ai tanti manifesti del partito che raccontavano di tante battaglie, di tante lotte per il salario, per i diritti dei lavoratori, per le donne, per le conquiste civili. Mi sono commosso ascoltando i discorsi di Togliatti e la narrazione di quel grande partito nuovo che ha educato decine di milioni di lavoratori alla democrazia e alla politica. Mi sono commosso guardando gli spot elettorali con Ninetto Davoli e Venditti che spiegavano, davanti al sindaco Petroselli, che quello era un sindaco compagno, e non un principe né un re (mentre oggi il sindaco di Roma si chiama Alemanno e nel chiuso del suo palazzo favorisce gli stessi poteri forti di trent’anni fa). Ho pianto di fronte al video dei funerali di Enrico Berlinguer, ritrovando in lui e nel popolo che lo salutava un’umanità che è merce rara nella politica di oggi e che quando c’è, a volte, viene esibita soltanto per strappare qualche voto in più.

Mi sono commosso ascoltando le discussioni nelle sezioni dopo la Svolta, percependo lo shock di una comunità colpita al cuore dalle decisioni irresponsabili di un gruppo dirigente ormai non più comunista.

E ho pensato che questa mia commozione, che ho intravisto anche negli occhi di molti compagni e compagne che tentavano di nasconderla con il mio stesso pudore, non può rimanere chiusa nel “privato” di ciascuno.

E’ un patrimonio enorme e collettivo. È una risorsa che indica che quella storia non si è conclusa.

Vorrei essere chiaro: non è nostalgia. Non può esserlo per il semplice motivo che tutti questi fatti la mia generazione non li ha vissuti in prima persona.

Alcuni di noi sono nati quando moriva Berlinguer, altri quando è caduto il muro di Berlino e altri ancora addirittura più tardi. Non è nostalgia. È la presa d’atto che il partito comunista italiano ha scritto pagine indelebili della storia sociale, culturale e morale del nostro Paese.

E ha scritto pagine che il nostro partito, Rifondazione comunista, ha tentato di fare rivivere. Certo in maniera diversa, con strumenti nuovi e anche percorrendo ipotesi diverse, più adeguate ai tempi che nel frattempo cambiavano. Ma quella commozione, che io penso sia il sentimento di chiunque oggi non vuole accettare le ingiustizie di questo presente e quindi guarda con rispetto ed entusiasmo ad una esperienza così grande, ci dice che qualcosa, di quell’esperienza, va recuperato. Io dico: l’essenziale. Va recuperata la passione di una comunità che sapeva di essere grande perché era dalla parte dei lavoratori, veramente, era con loro ed era parte di loro. Perché era dalla parte delle donne, degli studenti, dei pensionati, di tutti coloro i quali erano messi ai margini dal capitalismo e dalla sua violenza.

Quella passione oggi è fondamentale. E dobbiamo mettercela tutta per ricostruire (e utilizzo con piena cognizione di causa il termine “ricostruire”) un partito comunista all’altezza della nostra storia, anche di quella recente. Di errori politici se ne sono fatti molti. Penso innanzitutto al fatto che evidentemente la svolta della Bolognina, con ciò che questa ha comportato, fino alle vicende ultime dei Ds e del Pd, covava da diversi anni ed era maturata in qualche modo una mutazione genetica di cui la Bolognina fu soltanto il passaggio finale, l’epilogo triste.

Di errori politici ne ha fatti tanti, dal mio punto di vista, anche Rifondazione comunista: le tante scissioni, l’ingresso nel governo Prodi, l’Arcobaleno, solo per dire delle cose più recenti. Ma quello che rimane in tutta la sua attualità e veridicità è, di nuovo, quel grande sentimento collettivo unito a quella lucidissima analisi razionale della realtà che ci fa essere, oggi, comunisti e ci fa essere orgogliosi di esserlo.

Per questi motivi dobbiamo utilizzare la nostra vita, le nostre energie, per ricostruire un partito comunista dentro una sinistra più forte. E non abbiamo molto tempo da perdere, perché i comunisti oggi in Italia sono sotto schiaffo, non soltanto la loro storia è disprezzata, derisa e riscritta ma anche la loro iniziativa politica è umiliata e messa ai margini. E allora si faccia presto, si utilizzino – come ha scritto chiaramente Claudio Grassi nel bellissimo post in cui ha riassunto la storia ventennale di Rifondazione comunista – i congressi che abbiamo davanti per fare l’unica cosa che possiamo fare per non oltraggiare quella meravigliosa storia che abbiamo alle spalle: unirci. Non per un vezzo minoritario ed ideologico ma perché solo così possiamo essere utili alla nostra classe. Io ci credo e conosco tanti compagni e tante compagne che, testardamente, continuano a crederci. Ancora di più quelli che, oggi, iniziano a farlo.

46 risposte a “Ricostruire il partito comunista, con passione”

  1. Ho letto questa mattina una intervista a Giannini,che preannunciava che la sua componente e il Pdci avrebbero dato vita entro poco a un nuovo partito.
    Nuovo simbolo e tutto il resto ….. ora siccome scioglere il Pdci per farne un Pc non mi esalta e lo troverei un passo indietro vorrei conoscere la tua opinione.
    Perche’ e’ evidente che fare una cosa del genere con la “contrarieta’” della maggioranza del Prc e’ un suicidio.
    Mi spiego per quel che ho letto,Ferrero e’ assolutamente contrario all’operazione di riunire Prc-Pdci.Si vuol tenere stretto il Prc.
    Gli ex-Vendoliani(che come dirigenti sono ancora un bel po’ … probabilmente molto meno o nulla gli iscritti che votarono la mozione Vendola)sono ancora piu’ contrari e mi domando come potrebbero restare in una situazione del genere?
    E la componente i “essere comunisti” con il cui leader Grassi credo tu abbia un buon rapporto che pensa?
    Io so che c’e’ una grandissima maggioranza che vuole la riunione Prc-Pdci e che in caso non passasse questa “mozione”(probabile perche’ per sciogliere il Prc da statuto ci vogliono i 2/3 dei voti)farebbero la stessa operazione che ha fatto “L’Ernesto”.
    Mentre ci sarebbe una minima parte che invece traslocherebbe in Sel(probabilmente con qualche ex-Vendoliano?)
    Allora a questo punto che rimanerebbe?
    Un PRC praticamente svuotato,una sorta di corpo vuoto e un nuovo Partito fatto da Pdci-L’Ernesto-Essere Comunisti ?
    Con a parole tutti che dicono che comunque vogliono andare avanti con la Fed di Sin?
    Certo … se si dovesse votare a maggio con una funzione meramente elettorale … ma tempo un anno e non ci sara’ piu’ la Federazione e’ oggettivamente incopatibile con i 2 probabili progetti!
    mi piacerebbe una vostra riflessione.Grazie

  2. Per riprendere quel grande cammino occorrono dirigenti capaci e la fine delle correnti, i primi non ce ne sono o meglio i pochi che ci sono vengono emarginati, le seconde sono talmente tante che neppure un partito del 40% potrebbe sostenenrne la forza devastante per litigiosità. Il risultato di questo mix esplosivo è una divisione dell’atomo che ormai ha polverizzato il partito e costretto molti all’esodo. “La porta è quella..” non l’ha detto solo Bertinotti, allora come oggi sembra prevalere quel meno siamo, meglio stiamo che ha portato alla distruzione di un grande patrimonio intellettuale di lotte e di consensi

  3. ah, ah, Masella sul suo facebooksi lamenta degli insulti ricevuti… ma è proprio il peggiore. Quando stava con l’Ernesto era il primo a dire che bisognava andarsene con il Pdci e adesso che i suoi ex compagni hanno fatto come diceva lui si scandalizza e fa il ferreriano a dire rifondazione rifondazione rifondazione. Sembra un pò come Veltroni che dice che non era mai stato comunista… che squallore questi personaggi veri e propi opportunisti.
    Il problema di Rifondazione è avere gente come lui!
    comunista 2.0

  4. Pubblico, mi pare interessante,
    Laura

    Giunge voce di una mini-scissione dentro Rifondazione comunista organizzata dai compagni dell’”Ernesto”, guidati da Fosco Giannini, che transita armi e bagagli nel PDCI, pronto ad accoglierli. Non ho parole per commentare questa ennesima farsa. Sono disgustato, amareggiato, deluso… che altro? Beh, anche un po’ arrabbiato.

    Il PDCI, alloggiato ed ospitato “a gratis” nella sede nazionale di Rifondazione comunista in Viale del Policlinico (probabilmente ha qualche problema a pagare l’affitto…), invece di lavorare alla costruzione della Federazione della Sinistra, si mette a cannibalizzare quello che resta del PRC. Pazzesco! Per fare cosa? I “mille” che transumano dal PRC al PDCI dichiarano pomposamente (e senza avere il senso della misura) di voler ricostruire il PCI. Loro forse sono sinceri. Diliberto (attuale portavoce della FDS, è bene ricordarlo) credo lo sia un po’ meno. Lui probabilemte aspira più modestamente a resuscitare gli antichi fasti del PDCI, che probabilmente non ha mai digerito l’abbandono della vocazione di “internità organica” al centro-sinistra.
    Un partitino ultraudentitario a parole che con questa ultra-identitarietà cercava di nascondere la sua (legittima, ci mancherebbe!) vocazione governista “senza se e senza ma”. Ricordiamoci che il PDCI è nato per questo. Il modello originario di un partito, ossia le circostanze e le ragioni della sua nascita, ne condizionano tutta l’esistenza, anche in anni più lontani. Ricordiamoci che pochi mesi dopo la sua nascita il PDCI, senza battere ciglio, continuò ad appoggiare il governo D’Alema che bombardava Belgrado, mentre Cossutta, con evidente ammiccamento al suo passato di “socialista-reale” si accreditava come interlocutore di un altro personaggio dal passato “socialista-reale”: Slobodan Milosevic. Mi chiedo cosa possa unire, da questo punto di vista, Giannini a Diliberto: ho l’impressione che quello che l’identitarietà (“identitarietà”, NON “identità”) sia diviso dalla politica. Ma il Pdci è abile in questo: già da anni ha imbarcato coloro che fuoriuscirono da Rifondazione un anno prima di Diliberto e soci, la cosiddetta “Confederazione dei comunisti autorganizzati”, guidati da Giovanni Bacciardi, che uscirono per il motivo esattamente opposto a quello per cui uscì il PDCI: perché, nell’autunno 1997 il PRC di Bertinotti e Cossutta NON aveva fatto cadere il governo Prodi. Misteri della politica!

    Comunque, a parte la disperazione per la sensazione di essere alle comiche finali, voglio provare a tirare un paio di conclusioni da questa vicenda, cercando di non indulgere troppo a quelle polemiche che dovrebbero essere superate e soprattutto a quella autoreferenzialità che mi terrorizza:

    1-Abbiamo buttato a mare una grande sfida storica: quella della rifondazione comunista, quella cioè della rielaborazione di un pensiero comunista per il XXI secolo e della ricostruzione di un soggetto comunista organizzato autonomo. Abbiamo fatto schifo, credevamo di essere gli eredi di una grande storia e invece ne siamo stati solo i liquidatori

    2- Quanto crede il PDCI nella FDS? Secondo me questa vicenda dimostra (se ce n’era bisogno) che ci crede molto poco… perché ricordiamolo a chi se ne fosse dimenticato: PDCI e PRC fanno parte entrambi della Federazione della Sinistra. Oggettivamente “non è bello” lavorare con chi ti organizza scissioni in casa

    3- Se il Pdci non crede alla FDS, che fine fa la FDS, che peraltro, ricordiamolo, non solo stenta a decollare in tutta Italia, ma in molte regioni non è neppure mai nata? Potrebbe esistere una FDS senza il Pdci? Credo di no. Un chiarimento si imporrebbe, con le conseguenze del caso.

    4- Ma coloro che vorremmo rappresentare (il lavoratori) cosa pensano di tutto questo? Non oso pensarlo. C’è da sperare che non ne sappiano nulla. Da un certo punto di vista è una fortuna essere fuori dai mezzi di informazione…

  5. Cazzo … ma avete letto l’appello di quelli de “l’ernesto” e non solo sul manifesto?
    E’ praticamente una scissione dal Prc!E soprattutto si apprestano a a fare un nuovo partito con Diliberto.Una costituente tra “l’ernesto” e il Pdci.
    Ovviamente si scrive la parola fine alla Federazione della Sinistra … perche’ a questo punto ci saranno liste Pdci-“L’Ernesto” in quasi tutte le elezioni non solo quelle gia’ annunciate di Reggio Calabria,Prov. di Treviso e Rovigo.
    Credo che urge un qualcosa di straordinario da convocare subito.
    Il testo dell’appello e un calcio nei denti a tutti e tutto il Prc.
    Con questa operazione e’ tecnicamente fallita la Federazione(il progetto su cui aveva puntato tutto Ferrero)e onestamente anche il Prc …. mi domando ma adesso che si fa’?
    Si fara un appello per unificare Prc e nuovo Pc(come lo chiameranno?)o si proporra una nuova federazione?
    …. scusate lo sfogo!ma iniziare la domenica con questa mazzata e’ stato pesante!
    ma andassero …….!!!

    1. Dopo Chianciano (quando c’erano le condizioni per procedere ad una unificazione prc-pdci con ancora solide basi), l’attendismo, gli ostacoli, i rinvii, le indecisioni e le contrarietà hanno prodotto lo sfilacciamento e la dispersione a cui stiamo assistendo col rischio di una completa liquefazione.
      Ogni ulteriore titubanza è deleteria. Al massimo entro i congressi che i due partiti svolgeranno nel 2011 si dovrà procedere alla ricostruzione di un PC unitario.
      Altrimenti… chi ci sta ci sta!

      1. Inutele negarsi che potrebbero esserci ulteriori scissioni.
        Partendo da questa scissione “de facto” de “L’Ernesto” quali sono gli altri scenari?
        La mozione 2(gli ex-Vendoliani/Bertinottiani che contano un pesante 31% in D.N. e ,molto meno tra gli iscritti rimasti 10/15%?)rimarrano?Io credo di no non tutti andranno ma la stragrande maggioranza si,giusto?
        E dei “Grassiani” non mi meraviglierei che una minima parte vada in SEL,avete anche voi questa sensazione?
        E Ferrero?E’ evidente che non sara’ piu’ segretario,che fara’?
        Non lo vedo uomo da opposizione con una sua area organizzata …. che diavolo potrebbe fare?
        E poi la corrente ultraminoritaria di Bellotti?
        Potrebbe essere attirata da un possibile polo che sembra costituirsi per qualche elezione comunale fatto da Sinistra Critica,Rete dei Comunisti forse Csp e Pcl?
        Non lo so’,io mi sento un po’ smarrito(in realta’ non ci sto’ capendo nulla) e chiedo un po’ che ne pensate voi e che ne sapete!

        1. Su che cosa faranno i “grassiani”, come li chiami tu, io non avrei dubbi: saranno una delle componenti fondamentali nella ricostruzione di un PC nel nostro paese. Ciò che si può imputare loro è forse l’eccessiva titubanza, l’attendismo, la mancanza di coraggio forse; ma non c’è dubbio che al momento decisivo staranno tutti convintamente dalla parte giusta.
          Qualcuno andrebbe con i vendoliani? Credo che gli elementi più moderati (diciamo pure “opportunisti”), quelli più inseriti nelle istituzioni, sono già andati con loro. Nessun altro andrà via.

          1. Nel frattempo questa scissionicina dell’Ernesto è un calcio in faccia proprio alla riunificazione dei due partiti.
            Questi dell’Ernesto hanno dimostrato per l’ennesima volta di essere sul piano della tattica dei totali incompetenti! Ma come si fa a non capire che questa cosa allontana l’obiettivo?
            Sarà più difficile ora vincere il congresso contro gli anticomunisti come Ferrero.

  6. “dobbiamo utilizzare la nostra vita, le nostre energie, per ricostruire un partito comunista dentro una sinistra più forte. E non abbiamo molto tempo da perdere, perché i comunisti oggi in Italia sono sotto schiaffo, non soltanto la loro storia è disprezzata, derisa e riscritta ma anche la loro iniziativa politica è umiliata e messa ai margini. E allora si faccia presto, ”

    Molto bene!

  7. Per Franco P
    Giusto pero’ la consolazione di un “quadro di quadri” passami il termine non basta ad esorcizzare il pericolo che incombe nel Prc.
    Sara’ anche vero che e’ e’ colpa della scomparsa dai “media” e altro pero’ molto e’ tutta colpa nostra!
    Insomma il Prc ha i germi dell’autodistruzione in se!
    In passato e nel presente,so che “essere comunisti” non e’ poi cosi compatta.C’e’ un pezzo che vuole subito dopo il congresso la riunione col Pdci e minaccierebbe di abbandonare il Prc se rivincesse Ferrero e gli ex-bertinottiani,e una area che in quel caso guarderebbe in modo molto interessato a Sel … mi sbaglio?

  8. Per Matteo:
    non pensare ad una svolta a destra se vincesse Essere Comunisti.
    Ricordati che il ministro del governo Prodi è Ferrero con Rosi Rinaldi sottosegretaria. Non dimenticarti che quando Bertinotti decideva di fare entrare il partito nel centrosinistra e nel governo Grassi e gli altri erano contrari.
    Anch’io temo che la coperta sia troppo corta però ci vuole un minimo di responsabilità e, comunque finisca il congresso, rimanere uniti…
    Essere Comunisti ha dimostrato di saper stare nel partito anche in minoranza, gli altri purtroppo no. Vedi il caso dei giovincelli ferreriani-bertinottiani che da quando Oggionni gli ha soffiato via la maggioranza starnazzano senza fare niente e minacciando (per quello che conta!!) di andarsene dato che gli ha portato via il giocattolino.
    Un partito ha bisogno anche di quadri e a mio modestissimo parere i quadri migliori (a partire dai giovani) ce li ha la componente di Claudio Grassi.

  9. Anche io mi sogno che un giorno gli operai stanchi di essere manovrati come le marionette da questo nano maledetto rifluiscano di nuovo nel partito che li ha fatto crescere.

  10. grandissimo post…ho letto qlla commozione nelle tua parole..mi hai fatto rivivere annni ed anni di storia… che studio ed ho notato quante omissioni talvolta fanno alcuni libri…è bello qsto sentimento che hai con grandissimo pudore descritto…grazie..

  11. Per Franco P

    Be’ ma cosa accadra’ nel caso dovesse vincere la proposta di riunione Prc-Pdci?
    E’ ipotizzabile che ci sarebbe una svolta a “destra” con una segreteria Grassi o Diliberto(intendo che si andrebbe verso accordi locali stabili dovunque con il csx)e di conseguenza una possibile rottura dei “Ferreriani”?
    E soprattutto gli ex-Bertinottiani come si comporterebbero?
    In teoria fino a 3 anni fa’ ad una ipotesi del genere avrebbero fatto armi e bagagli un minuto prima!La mia sensazione e’ che sono rimasti nel Prc perche’ non hanno mai trovato posto in Sel … e perche’ diciamo la verita’ Rocchi e Rinaldi non hanno voti!
    E soprattutto perche’ speravano di avere la ricandidatura certa(comunque loro in D.N. valgono il 31% ….. dato che oggi tra gli iscritti si e’ almeno ridotto al massimo a un 10/15% o no?)
    Beh poi su “Falce e Martello” che non conti niente non sono cosi’ daccordo all’ultimo congresso dei Gc ha preso il 25% ….. pesantuccia come corrente!altro che spiffero!
    Se coalizzasse tutto il malcontento verso ipotesi di alleanze con il csx farebbe un bel risultato!
    Comunque “Essere Comunisti” e’ sicuramente l’area che si e’ rafforzata di piu’ ma non tanto da essere autosufficiente,dovra’ cercare sicuramnte sponde con “L’Ernesto” ……
    Comunque una cosa e’ certa il congresso del 2011 sara’ molto difficile,
    c’e il rischio della coperta troppo corta!
    Se la tira da una parte(unita’ Prc-Pdci)una parte rimane scoperta e rischia di andare via!Se non la fai … idem!(L’ernesto ho l’impressione che se dal congresso non uscisse questa ipotesi non rimane una settimana nel Prc)
    E poi c’e il problema alleanza … se passa l’idea che si deve andare da soli ….
    andranno via in molti …. e non solo verso SEL(Sodano e’ possibile che si stia avvicinando all’Idv?)
    Se passa l’idea che l’accordo con il csx e’ fondamentale …. addio “Falce e Martello” e le altre miniminoranza(che pero’ sommate faranno pure un 5% del partito)
    Come finira?

  12. Caro Simone, complimenti per la tua capacità nel trasferire nei tuoi scritti ciò che provi e ciò che vedi, fondamentali per razionalizzare l’elaborazione politica.
    Ma purtroppo la tua generazione e tutte quelle venute dopo l’assassinio di Enrico Berlinguer, ha subito quel lavoro minuzioso di rimozione e revisione della storia da parte del Ministero della Verità descritta magistralmente in 1984 da George Orwell, incarnata nel concreto dei Paesi del mondo dalla Massoneria.
    Per questa ragione, essendo un compagno del PCI di vecchia militanza, ho 62 anni, ed ho vissuto tutta la lotta fatta dai comunisti contro la trasformazione del PCI in un partito di stampo liberale.
    Una lotta contro i comunisti condotta da più fronti: uno esterno, la trasformazione di una parte del movimento del ’68 in microformazioni estremiste, paraterroriste e terroriste con lo scopo di far passare tra le masse che i comunisti sono dei criminali e uno interno condotto in sinergia dalle componenti migliosta (Napolitano) e cossuttiana, che si è conclusa con il golpe di Occhetto utile alla borghesia per disgregare politicamente e organizzativamente i proletari lasciandoli in balia delle Tv commerciali e della stampa padronale. Per capire cosa è successo realmente ho dovuto insieme ad altri compagni studiare quali soggetti internazionali e nazionali convergevano contro di noi.
    Mi permetto quindi di indicarti alcuni saggi che possono essere utili a individuare meglio quale teoria politica e quale ricostruzione storica può facilitare quel lavoro di ricostruzione del Partito Comunista:http://iskra.myblog.it/archive/2010/08/06/biografia-di-toni-negri-prima-parte-toni-negri-potere-operai.html – ttp://iskra.myblog.it/archive/2010/09/index.html
    Comunque per i compagni che volessero leggere questi materiali si possono trovare sui blog:: http://prctognetti.wordpress.com; http://iskra.myblog.it/.

  13. Per Franco P

    Be’ ma cosa accadra’ nel caso dovesse vincere la proposta di riunione Prc-Pdci?
    E’ ipotizzabile che ci sarebbe una svolta a “destra” con una segreteria Grassi o Diliberto(intendo che si andrebbe verso accordi locali stabili dovunque con il csx)e di conseguenza una possibile rottura dei “Ferreriani”?
    E soprattutto gli ex-Bertinottiani come si comporterebbero?
    In teoria fino a 3 anni fa’ ad una ipotesi del genere avrebbero fatto armi e bagagli un minuto prima!La mia sensazione e’ che sono rimasti nel Prc perche’ non hanno mai trovato posto in Sel … e perche’ diciamo la verita’ Rocchi e Rinaldi non hanno voti!
    E soprattutto perche’ speravano di avere la ricandidatura certa(comunque loro in D.N. valgono il 31% ….. dato che oggi tra gli iscritti si e’ almeno ridotto al massimo a un 10/15% o no?)
    Beh poi su “Falce e Martello” che non conti niente non sono cosi’ daccordo all’ultimo congresso dei Gc ha preso il 25% ….. pesantuccia come corrente!altro che spiffero!
    Se coalizzasse tutto il malcontento verso ipotesi di alleanze con il csx farebbe un bel risultato!
    Comunque “Essere Comunisti” e’ sicuramente l’area che si e’ rafforzata di piu’ ma non tanto da essere autosufficiente,dovra’ cercare sicuramnte sponde con “L’Ernesto” ……
    Comunque una cosa e’ certa il congresso del 2011 sara’ molto difficile,
    c’e il rischio della coperta troppo corta!
    Se la tira da una parte(unita’ Prc-Pdci)una parte rimane scoperta e rischia di andare via!Se non la fai … idem!(L’ernesto ho l’impressione che se dal congresso non uscisse questa ipotesi non rimane una settimana nel Prc)
    E poi c’e il problema alleanza … se passa l’idea che si deve andare da soli ….
    andranno via in molti …. e non solo verso SEL(Sodano e’ possibile che si stia avvicinando all’Idv?)
    Se passa l’idea che l’accordo con il csx e’ fondamentale …. addio “Falce e Martello” e le altre miniminoranza(che pero’ sommate faranno pure un 5% del partito)
    Comunque speriamo …..

  14. Grazie! Bellissimo articolo! Temo che sia utopia ma è giusto e bello crederci. Soprattutto noi, gente comune, nel nostro piccolo… perchè le rivoluzioni partono sempre dal basso… quelle calate dall’alto non sono mai vere rivoluzioni bensì timidi tentativi di cambiare per lasciare tutto come prima un abbraccio

  15. Bellissimo articolo che rispecchia una verità storica che gli attuali “comunisti” relegano nel passato come se fosse una cosa inutile. Si, perchè, urliamo questa verità, non è stato il cavaliere ad uccidere il partito comunista italiano, ma sono stati gli stessi comunisti che, piuttosto che alzarsi e urlare gli orrori compiuti dalla destra, hanno chinato il capo e si sono seduti allo stesso tavolo di coloro che continuano ad insultarli e insieme si nutrono del sangue dei lavoratori.

    1. Sposo in pieno il tuo pensiero. Il PCI è stato sciolto per assurdi motivi che Occhetto e altri devono ancora spiegare… forse gli stessi che un venduto come Vendola voleva affossare Rifondazione. Per ottenere che cosa?? Nulla…. SEL ha svuotato il serbatoio di rifondazione e basta. Ed ora punta alla Leadership del centro-sinistra, quanta fatica mi costerà sostenere lui e i suoi. Vergognarsi del nome comunismo?? Del simbolo?? Si vergognino loro piuttosto… che sono venuti meno ad uno dei valori della democrazia, rispettare il volere della linea di maggioranza che si ebbe al congresso. Cara amica i presupposti per ricreare il Partito ci sono…. CREDIAMOCI!

  16. La commozione per le proprie radici è una cosa bellissima, a patto che non sia fine a se stessa. Abbiamo bisogno di lavorare per costruire una sinistra di classe che ponga al centro la figura dell’operaio; è necessario ricostruire il tessuto di solidarietà tra i lavoratori che la politica sciagurata della sinistra storica ha dilapidato. Il nemico lo conosciamo, ma dobbiamo guardare avanti, camminare, lottare per i nostri figli e nipoti. Il liberismo è infase calante, per quanti sforzi facciano per non farlo cadere. I popoli si sono messi in cammino, chiedono pane, libertà, democrazia, ma soprattutto una società senza sfruttati e senza sfruttatori. Una volta eravano schiavi salariati, oggi siamo schiavi senza salario. Ricordiamo che c’è da lavorare per evitare la spaccatura del Paese che il decreto sul federalismo fiscale provocherà, dando luogo a un’Italia a due velocità: quella del Nord, dove si produce ricchezza, agganciata all’Europa, e quella del Sud, povera e sfruttata, che precipiterà verso l’Africa…Non facciamo favori alla destra populista che sta preparando uno stato forte contro le aspettative della povera gente.

  17. io ci credo ancora il comunismo o piu’ giusto socialismo deve ripartire dalle esperienze della comune di parigi alla rivoluzione bolscevica , errori gravi ci sono stati fatti dal capitalismo di stato con stalin al criminale pol pot, il 21gennaio era il 9o anniversario dalla nascita del pcd’i di bordiga e gramsci ripartire da questi grandi teorici marxisti italiani,oggi sono presenti molti gruppi partitini marxisti che numericamente non contano nulla , ma con un grande bagaglio di esperienza politica da battaglia comunista a lotta comunista per gli internazionalisti dalla 4 internazionale divisa in tanti gruppi, tanta esperinza politica dicevo che se unita e buttato via tanto settarismo si potrebbe realmente iniziare a lavorare per un vero partito comunista di classe ciao ANGELO

  18. Io ho nostalgia di quei grandi anche se non li ho conosciuti,ma li ho conosciuti tramite i miei genitori,tramite filmati e le loro dichiarazioni,concordo con il commento sopra,ci mancano uomini carismatici,dalla parola possente e veritiera, i politci devono scendere nelle piazze come faceva Togliatti,cassy.

    1. Ho seguito diversi programmi… che trattavano queste tematiche… quanta nostalgia mia cara amica… quanta rabbia se confrontato con il ciarpame che troviamo oggi.

  19. Bisognerebbe che i politici di adesso avessere il carisma di quelli del passato solo così potremmo andare meglio ciao e buon w.end

  20. A settembre si terrano i congressi sia del Prc sia del Pdci,giusto?
    Ora quali saranno le mozioni in campo?E con quali proposte?
    Ad esempio “Essere Comunisti” proporra’ realmente una unione Prc-Pdci da fare in tempi rapidissimi?Sosterra’ ancora Ferrero(ovviamente no!ma giusto per conferma)
    E i Ferreriani faranno asse con gli ex-Vendoliani di Rinaldi e Rocchi?
    E su quali basi?O come sembra gli ex-Vendoliani andranno in ordine sparso?
    E quelli de “L’Ernesto” che sembra gia’ siano nel Pdci che proporanno oltre la riunificazione?Saranno favorevoli ad una alleanza costituzionale con il csx?
    E l’area di “Falce e Martello” che nei Gc pesa un 25% tondotondo che fara’?
    In teoria con un Grassi segretario non avrebbe nulla da spartire e l’impressione e’ che un minuto dopo sarebbe tra le braccia di Turigliatto,Rizzo e Cannavo’!O no?
    Stesso discorso per Verrugio e “Controcorrente sinistraPrc”!
    Insomma che puo’ accadere?

    1. Per me lo scenario è questo:
      Essere Comunisti proporrà di fare un partito unico con il Pdci mentre Ferrero si opporrà (perché vuole rimanere lui il segretario) e con lui si schiererà la maggior parte degli ex bertinottiani.
      L’Ernesto è daccordo con Essere Comunisti ma più moderata (come Diliberto e il PDci, filogoverno filocentrosinistra.
      Falcemartello nel partito non conta niente.
      Verrugio e Controcorrente onestamente non so cosa sono!

      1. Per Franco P

        Be’ ma cosa accadra’ nel caso dovesse vincere la proposta di riunione Prc-Pdci?
        E’ ipotizzabile che ci sarebbe una svolta a “destra” con una segreteria Grassi o Diliberto(intendo che si andrebbe verso accordi locali stabili dovunque con il csx)e di conseguenza una possibile rottura dei “Ferreriani”?
        E soprattutto gli ex-Bertinottiani come si comporterebbero?
        In teoria fino a 3 anni fa’ ad una ipotesi del genere avrebbero fatto armi e bagagli un minuto prima!La mia sensazione e’ che sono rimasti nel Prc perche’ non hanno mai trovato posto in Sel … e perche’ diciamo la verita’ Rocchi e Rinaldi non hanno voti!
        E soprattutto perche’ speravano di avere la ricandidatura certa(comunque loro in D.N. valgono il 31% ….. dato che oggi tra gli iscritti si e’ almeno ridotto al massimo a un 10/15% o no?)
        Beh poi su “Falce e Martello” che non conti niente non sono cosi’ daccordo all’ultimo congresso dei Gc ha preso il 25% ….. pesantuccia come corrente!altro che spiffero!
        Se coalizzasse tutto il malcontento verso ipotesi di alleanze con il csx farebbe un bel risultato!
        Comunque “Essere Comunisti” e’ sicuramente l’area che si e’ rafforzata di piu’ ma non tanto da essere autosufficiente,dovra’ cercare sicuramnte sponde con “L’Ernesto” ……
        Comunque una cosa e’ certa il congresso del 2011 sara’ molto difficile,
        c’e il rischio della coperta troppo corta!
        Se la tira da una parte(unita’ Prc-Pdci)una parte rimane scoperta e rischia di andare via!Se non la fai … idem!(L’ernesto ho l’impressione che se dal congresso non uscisse questa ipotesi non rimane una settimana nel Prc)
        E poi c’e il problema alleanza … se passa l’idea che si deve andare da soli ….
        andranno via in molti …. e non solo verso SEL(Sodano e’ possibile che si stia avvicinando all’Idv?)
        Se passa l’idea che l’accordo con il csx e’ fondamentale …. addio “Falce e Martello” e le altre miniminoranza(che pero’ sommate faranno pure un 5% del partito)
        Comunque speriamo …..

  21. Perfettamente d’accordo. Bisogna accelerare il processo unitario tra Prc e Pdci. Detto questo credo che bisogna preoccuparci anche di raccogliere nuovi consensi per le nostre liste (ad ogni livello). Proporrei di caratterizzarci con la definizione di una nostra proposta di legge per l’introduzione in Italia del salario sociale: un salario mensile di circa 500 euro che valga per i giovani che si affacciano sul mondo del lavoro (penso ad una fascia di età da definire) e per i coloro che sono disoccupati da almeno 12 mesi, attraverso i nominativi degli Uffici di collegamento, un sussidio valido a patto che si accetti ogni eventuale proposta che annulli la condizione di disoccupato, come in Germania. Questo è solo uno spunto e spero che la discussione possa essere approfondita proprio in questo nuovo contesto.

  22. Credo che quanto scritto da Simone stia nella mente e nel cuore tra chi ancora oggi milita in un partito comunista e che testardamente crede nella necessità della presenza dei comunisti nel nostro Paese. Io sono tra quelli e avendo partecipato alla nascita del PRC crede che ancora oggi, se pur con tutti gli aggiornamenti di fase, si ancora possibile e valido quel progetto. Certamente il clima politico e la vittoria del berlusconismo, sia politicamente che culturalmente, rende quel progetto molto più difficile di 20 anni fà. Ma alla difficoltà della fase non corrisponde una presa di coscienza da parte dei nostri dirigenti ancora troppo legati a logiche interne e lo stesso processo della federazione sta lì a dimostrarlo. Pur in una sfiducia diffusa, esistono ancora compagne e compagni che a livello territoriale lottano e continuano a far politica, questa generosità però non incrocia un livello nazionale di altrettanta consapevolezza. Forse dobbiamo ammettere che gli attuali dirigenti non sono all’altezza del loro compito, qui non si tratta di rottamare qualcuno quanto di impegnarsi, dal livello territoriale, a ricostruire un tessuto connettivo che ci permetta di valorizzare le nostre lotte e le nostre idee. E’ l’unico patrimonio che abbiamo e non possiamo disperderlo, l’unico modo è quello di far sentire al centro questa nostra pressione, invitando tutti a uscire dalle stanze e a riprendere in mano il destino del nostro partito ma vorei dire delle nostre idee.

    1. sono d’accordo anche io, compagno Claudio, purtroppo la dirigenza non ci segue e non ci vuole arrivare. e noi siamo trattati come stupidotti che devono sempre mandare giù le cose che da Roma decidono…. anche quando le decidono soltanto per i loro interessi.
      è ora di cambiare rotta e riprendere in mano un po’ il tutto!

  23. anche io mi associo alle parole del compagno Ammendola: noi nei circoli siamo pronti e abbiamo bisogno di ricostruire questo partito unico, anch’io proporrò alla mia sezione di fare una campagna con questo obiettivo senza più tentennamenti. vorrei però capire chiaramente in Rifondazione chi è disposto a fare questa battaglia con noi. Ho letto quello che ha scritto Claudio Grassi e sono contento. Ce la facciamo? E’ sufficiente?
    Anche perché il segretario, invece, ha tutta un’altra impostazione, e sembra che più che volere ricostruire il PCI voglia ricostruire Democrazia proletaria. Purtroppo nelle dimensioni ci siamo già!

  24. davvero incredibile!!! soprattutto da un dirigente di rifondazione comunista in cui i vecchi comunisti (quelli che vengono dal PCI) sono visti come dinosauri, e trattati come tali: superati, anacronostici, fuori tempo massimo dalla storia.
    io non ho visto la mostra pur abitando a roma, ma avendo vissuto sulla mia pelle 26 anni di quella storia non mi serve che qualcuno me la ricordi, è ancora perfettamente viva nella mia testa.
    così però come è viva la difficoltà di noi vecchi comunisti dentro rifondazione, io sono iscritto dal 1995, chi non si ricorda le parole di bertinotti a venezia: fuori di qui è pieno di partiti comunisti, quella è la porta! noi siamo rimasti, non siamo scappati come hanno fatto altri, diliberto in primis pur di restare a fare il ministro (e qui vorrei approfittare per rispondere a ernesto: sei sicuro di conoscere il pdci? da come scrivi non credo), ma ne abbiamo pagato tutte le conseguenze, con una dirigenza che piano piano ci ha portato allo sfascio.
    però sfido il compagno oggionni su quanto scrive: io sono pronto a fare questo partito unico, sei sicuro che il resto dei due partiti principali all’interno della FdS lo siano altrettanto? noi nei circoli dell’ottavo municipio stiamo per lanciare, con una serie di manifesti l’idea di un solo partito comunista all’interno della federazione, sei pronto a schierarti con noi?

    1. quanto hai ragione Giovanni! anche io me lo ricordo Bertinotti e Venezia, ma Ferrero mi pare proprio uguale, con la differenza che non ha un briciolo della sua autorevolezza! Va ricostruito a tutti i costi questo partito, una nuova e più grande Rifondazione comunista! Miriam Venezia

      1. ti ricordo che rifondazione comunista è quella costruita con Bertinotti. Lo so c’era chi non condivideva, ma rifondazione è legata a quelle parole d’ordine che bertinotti ha pronunciato perchè noi le condividevamo.
        non è così adesso. Volete rifare il partito comunista. Credo che la storia non si ripete e per quanto sia stata una grande esperienza era collacata in un tempo che non c’è più. Volete rifare rifondazione bene, giusto, ma la rifondazione che pure ha una storia che ha fatto emozianare che ha contato molto di più dei suoi numeri è quella di fausto, non perchè gli appartiene ma perchè la ha rappresentata.
        quella non mi pare riesca a tornare. Forse non è possibile.
        Parlate di voi di che cosa volete costruire possibilmente senza insultare esperienze che sono state importanti.

        1. ahi ahi qui qualcuno fa il furbetto. proviamo a rimettere in ordine i fatti.
          Bertinotti se l’è portato dentro il partito il compagno Cossutta mentre Bertinotti, CHE NON E’ MAI STATO COMUNISTA, stava nel Pds.
          Rifondazione è nata grazie a Cossutta, Cappelloni, Bianca Bracci Torsi e pochi altri. E’ nata da una scissione del Pci, non da altro.
          Altro dato: la maggior parte dei bertinottiani, che oggi sputano nel piatto in cui hanno mangiato (da Ferrero in giù) quel famoso giorno di febbraio non c’erano! arrivarono dopo anche loro, trovando il partito bello che fatto con le tessere già stampate e le federazioni già costruite e messe in piedi!
          quindi non si può dire, cara RLuxemburg, che rifondazione “è quella costruita con Bertinotti”.
          quanto a quello che vogliamo fare adesso (io sono completamente d’accordo con il post di Oggionni) la cosa è semplice: un partito comunista che poi dialoghi con il resto della sinistra.
          Se ancora cerchi la Rifondazione di “Fausto” hai sbagliato indirizzo: forse la trovi nel Pd in Sel o altrove!

    2. caro Giovanni Ammendola,
      assolutamente sì: sono pronto a schierarmi con voi e sono a disposizione per fare tutto ciò che possa essere utile per raggiungere l’obiettivo e convincere il maggior numero di compagne e compagni.
      Simone

  25. Caro Simone, ho letto la tua mail e ti faccio i complimenti per la tua
    passione politica. Ho 72 anni, quindi anagraficamente molto lontano da te,
    ma condivido il tuo desiderio di unità a sinistra fra i diversi partiti
    comunisti perchè per influire sulla politica e sull’opinione pubblica
    occorre avere una rappresentanza al Parlamento ed essere presenti sui mezzi
    d’informazione. Sono anche d’accordo, come dici nel video, sulla necessità
    di un’intesa fra gli studenti, i precari, insegnanti e ricercatori, e la
    Fiom perchè la lotta della Fiom interessa tutta la società e da sola non ce
    la può fare. Ciao Ireo Bono-Savona

  26. Sì ma voi siete sicuri che questo si possa fare da dentro Rifondazione? Il PRC è ormai un partito morto senza più capo ne coda e pure dilaniato da mille faide interne. Invece il pdci, che ha più o meno la stessa dimensione, è più compatto e certamente sul piano ideologico è più puro. Poi gli errori li hanno fatti anche loro (governo prodi per esempio) ma ormai è acqua passata.

  27. Bravo Simone, di questo abbiamo bisogno: tanta passione e purezza di sentimenti, tra tanti arrivisti e opportunisti!
    Ora questa ondata di rinnovamento deve sfondare e contaminare tutto il partito!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *