L’esperienza più entusiasmante del mio governo è rappresentata dalla rivoluzione epocale nelle politiche giovanili. Il mondo giovanile costituisce la linfa della società, i giovani hanno il diritto di essere gli attori protagonisti del panorama economico-sociale.

E devo dire che prima del 2005 in Puglia c’era il nulla, il deserto.

Ecco la rivoluzione di Bollenti Spiriti, il riscatto di un’intera generazione dalla condanna dell’esclusione e della precarietà, attraverso cui i giovani hanno liberato energie, sprigionato idee, si sono messi finalmente in gioco. Alta formazione, finanziamenti per far sì che un progetto diventi un prodotto, supporto nella creazione d’impresa.

Stiamo parlando di oltre 10.000 giovani pugliesi e circa 200 milioni di euro di investimenti, intervento economico mai realizzato da nessuna regione italiana prima di noi. Un marchio di qualità che sta girando l’Europa nel settore con cui i nostri giovani hanno realizzato i loro sogni.

I progetti di Principi Attivi sono oggi delle attività, le altre azioni di Bollenti Spiriti, vedi Servizio Civile, Erasmus per i giovani imprenditori e il Momart, un luogo prima in mano alle mafie e oggi riutilizzato dai giovani come spazio pubblico finalizzato alla promozione dell’arte, creatività e della socialità, sono in pieno svolgimento. 170 i Laboratori Urbani, edifici pubblici abbandonati e trasformati in spazi per la creatività giovanile.

Una delle migliori esperienze europee premiata nell’ambito dell’Anno europeo per la Creatività e l’innovazione perché ha coniugato l’estro con lo sviluppo sociale ed economico. Sono tutte politiche gestite interamente da giovani che potenzieremo nei prossimi cinque anni. In quest’ottica rientra il salario sociale. Non l’abbiamo voluto considerare come una forma di assistenzialismo e di mera elargizione di denaro.

Abbiamo finanziato idee dando possibilità concrete che facessero percepire un futuro più stabile. Interventi finanziari trasformati in occasioni che incidessero concretamente nella vita quotidiana dei cittadini, come i contributi ai giovani per l’acquisto di una casa, la stabilizzazione dei precari o gli interventi in favore dei lavoratori disoccupati e in mobilità.

Per questo non è tollerabile ricevere polemiche dal candidato di centrodestra, cui vorrei ricordare che la sua parte politica non ha previsto un solo provvedimento a sostegno delle persone in difficoltà in questo momento di crisi.

Il salario sociale, non solo per i giovani ma a vantaggio anche delle famiglie numerose, dei disoccupati e in generale delle situazioni di improvvisa marginalità sociale, è un intervento ulteriore per il quale abbiamo chiesto invano la compartecipazione del Governo nazionale in questi anni. L’inerzia e l’indifferenza della destra, invece, ha preferito la social card per gli ultrasessantacinquenni. Inerzia e indifferenza con cui il Governo ci priva tuttora dei 3 miliardi e 100 milioni dei Fondi FAS.